ROMA. OPERAZIONE ‘SPORTELLO (ANTI) USURA’: SEI MISURE CAUTELARI


(DIRE) Roma, 15 ott. – Dalle prime ore della mattina e’ in corso un’operazione della Squadra Mobile di Roma con arresti e perquisizioni: 6 sono le misure cautelari emesse dal G.I.P. su richiesta della Procura della Repubblica di Roma a carico di altrettanti soggetti responsabili, a vario titolo, di usura ed estorsione aggravate, lesioni aggravate nonche’ esercizio abusivo di attivita’ finanziaria nella zona Portuense-Marconi.

Agli indagati, di eta’ compresa tra i 45 e gli 82 anni, che operano appunto prevalentemente nel quartiere capitolino “Portuense” e sono stabilmente inseriti nel tessuto criminale romano, sono contestati i delitti di usura ed estorsione aggravate, lesioni aggravate nonche’ esercizio abusivo di attivita’ finanziaria.

Le indagini, che hanno portato all’operazione ‘Sportello (Anti) Usura’, sono scaturite da alcune denunce raccolte da vittime nei quartieri Portuense-Marconi-Trastevere, in cui i principali indagati – individuati nelle persone piu’ anziane ed ‘esperte nel settore’ – avevano istituito la loro base operativa presso lo sportello CAF di via Ettore Rolli, che insiste in zona, dove venivano fissati appuntamenti con i clienti, concessi materialmente i prestiti di denaro ed effettuate le riscossioni.

Proprio lo sportello del Centro di Assistenza Fiscale era sfruttato come base operativa dal 78enne M.A., pienamente dedito all’attivita’ usuraia e con pendenze penali per fatti analoghi, poiche’ in grado di raccogliere un considerevole bacino di potenziali vittime.

Alla ‘gestione amministrativa’ dello sportello, peraltro posizionato nella stessa zona delle abitazioni degli indagati, partecipava anche il ‘socio’ C.R. (82enne) ben noto nell’ambiente ed in stretto contatto con altri usurai della zona, mentre per il recupero crediti presso le vittime, M.A. si avvaleva della collaborazione di B.B. abruzzese 57enne con svariati precedenti di polizia, e V.P., sfruttando soprattutto le modalita’ violente di quest’ultimo, il cui operato si e’ caratterizzato per la sua spiccata indole violenta esternando una pericolosita’ fuori dal comune.

La figura di maggior spicco e’ senz’altro il 40enne romano V.P. che, sebbene incensurato e di professione conducente di scuolabus, e’ risultato dedito a fatti di usura da oltre quindici anni: insospettabile personaggio contraddistinto dal piu’ marcato temperamento criminale tra gli indagati, e’ destinatario del provvedimento di custodia cautelare in carcere, anche alla luce delle sue condotte aggressive in grado di terrorizzare le vittime di usura.

Avrebbe, infatti, in piu’ occasioni, minacciato le vittime con armi da sparo e usato violenza, portandole in luoghi isolati e pretendendo la promessa dei pagamenti o la mancata denuncia.

Tra le persone ristrette ai domiciliari figurano inoltre B.S.G., 47enne incensurato impiegato nel settore della compravendita di autoveicoli, e D.R. di anni 45, romana con precedenti per reati contro il patrimonio e titolare di analogo sportello CAF a Fiumicino, dotati di consistenti capacita’ economiche dedotte dalla loro facilita’ nell’elargire frequentemente prestiti di denaro, mentre a carico dei romani S.F. 49enne e C.M.C. 59enne, quest’ultima titolare di un’agenzia di servizi nella Capitale, denunciati in stato di liberta’, e’ stata eseguita una perquisizione domiciliare.

All’esito delle investigazioni, condotte grazie all’attivita’ tecnica, realizzata attraverso intercettazioni, analisi dei video e approfondimenti bancari, sviluppatesi a cavallo tra la fine del 2019 ed i primi mesi del 2020, e’ stato possibile ricostruire le mansioni svolte da ciascun indagato, secondo un preciso progetto illecito consistente nella sistematica concessione di prestiti di denaro ad interessi usurari a soggetti in difficolta’ economiche, con l’aggiunta di eventuali maggiorazioni che venivano comminate in caso di ritardo nei pagamenti.

Lo schema seguito per la concessione dei prestiti e’ venuto alla luce mediante gli approfondimenti investigativi, attraverso cui si e’ accertato che gli interessi praticati da corrispondere a cadenza mensile oscillavano tra il 20 ed il 40%.

La modalita’ di estinzione invece si basava sul modello c.d. ‘a fermo’, metodo notevolmente insidioso e vessatorio: la vittima, infatti, si vedeva costretta a pagare interessi fissi mensili che, sebbene altissimi, non andavano ad intaccare la quota capitale.

Per estinguere il debito, quindi, era necessario pagare per intero la somma inizialmente ottenuta in prestito, pur avendo gia’ versato in interessi somme pari complessivamente al doppio, al triplo se non addirittura a cinque volte l’ammontare ricevuto.

La resistenza delle vittime di usura veniva superata mediante estorsione, perpetrata con minacce ed aggressioni fisiche, facendo leva spesso sulla forza intimidatrice dettata dall’ingenerare nelle vittime la convinzione che soggetti appartenenti ad organizzazioni criminali ‘napoletane’ e riconducibili alla famiglia dei ‘Casamonica‘ fosse sulle loro tracce, in quanto in stretti rapporti con gli arrestati.

Il sistema operativo delittuoso ben collaudato, risalente nel tempo e ben articolato sul territorio della Capitale, nei quartieri Portuense e Marconi, non ha subito arresti neanche durante l’emergenza dettata dalla pandemia da Covid-19 e il vigore delle restrizioni imposte in base alle quali gli indagati hanno riorganizzato la propria attivita’ delittuosa.

L’attivita’ di contrasto ai fenomeni usurai, coordinata dall’apposito Pool Anti-usura del gruppo Reati contro il Patrimonio della Procura della Repubblica, notevolmente potenziata nella fase post-lockdown consistita nell’incremento della presenza di personale di Polizia a presidio dei territori piu’ colpiti dalla crisi economica e maggiormente esposti al rischio del fenomeno dell’usura, ha permesso nell’ultimo periodo di concludere varie operazioni con l’arresto e la denuncia di circa quindici persone smantellando alcune reti criminali nelle zone poste a sud-ovest di Roma.

Le principali vittime infatti, in gran parte gestori di attivita’ commerciali dedite alla ristorazione, alle riparazioni meccaniche in ambito automobilistico, ed alla fornitura di servizi di varia natura, per ovviare alle difficolta’ economiche hanno fatto ricorso a prestiti di natura usuraia finendo per diventare vittime dei loro creditori.

Con l’esecuzione dei provvedimenti, compiuta alle prime ore della mattinata odierna, un soggetto e’ stato associato alla casa Circondariale di Regina Coeli, mentre altri cinque ristretti agli arresti domiciliari e due denunciati; all’esito delle perquisizioni domiciliari effettuate dal personale di Polizia impiegato, e’ stato possibile inoltre recuperare importante materiale probatorio, al vaglio dell’Autorita’ Giudiziaria. 

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