ROMA. MARIA ANTONIETTA GREGORI: SE OSSA MIRELLA SAPRÒ DOVE PIANGERLA

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(DIRE) Roma, 6 nov. – Il giallo attende una soluzione. Nei giorni scorsi, presso la Nunziatura Apostolica di via Po, a Roma, sono state trovate delle ossa e il pensiero e’ andato subito a Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, scomparse 35 anni fa a circa un mese di distanza l’una dall’altra. Per avere certezze, in un senso o nell’altro, non resta che aspettare almeno una settimana, il tempo di avere i primi risultati dell’esame del Dna. Per ora, rimangono solo ipotesi, speranze.

Maria Antonietta Gregori, sorella di Mirella, preferisce non sbilanciarsi, ma solo sperare: “Al momento non mi sento di pensare nulla- ha detto all’agenzia Dire- Resto con i piedi per terra. E aspetto il dna”, perche’ le ossa rinvenute “potrebbero essere di chiunque. Nessuno puo’ darci la certezza che siano ossa di Mirella o di Emanuela”. Si era ipotizzato che potessero essere le ossa della moglie del custode di Villa Giorgina, ipotesi quasi subito smentita: la donna infatti non era scomparsa come si era detto inizialmente.

“Vado con i piedi di piombo- continua la sorella di Mirella- Bisogna aspettare. È meglio, per non darci false illusioni”. Sembra che tra le ossa rinvenute ci sia un dente del giudizio: “Non mi ricordo se a Mirella fosse spuntato o no. Ma non e’ detto che non sia un dente di qualche ragazza, a volte prima dei 18 anni spuntano e io sono un esempio vivente. Ora pero’ se a lei fossero usciti o no, non me lo ricordo”.

Non resta che aspettare: “E infatti sara’ una settimana di attesa, come tutte le altre volte. Ormai dopo 35 anni c’e’ l’abitudine ad attendere la verita’. Uno spera che sia quella giusta”. Come per Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, anche Maria Antonietta Gregori pensa che “finche’ non si trova un corpo puo’ essere viva. Io l’ho sperata sempre viva”, anche se arrivate ad un certo punto le certezze vengono meno: “Ad un certo punto pensi che vuoi sapere dove piangerla. Anche perche’ finira’ questa storia di tirar fuori qualcosa ogni volta. È un dolore continuo”.

A volte capita di passare momenti difficili: “Ci sono sempre, sono momenti in cui ti viene la depressione. E poi oggi sono sola a combattere per mia sorella, i miei non ci sono piu’. Lo faro’ sempre, per lei la giustizia va trovata, strappata alla vita a 15 anni non si ammette”. Mirella Gregori “era una ragazza semplice, di un’epoca felice. Era un’epoca di vita diversa, in cui si giocava in strada. Oggi c’e’ paura ad uscire”.

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