RIMINI. CONTAGIA EX CON HIV, PRESUNTO UNTORE AI DOMICILIARI

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(DIRE) Rimini, 14 nov. – Un “presunto untore” del virus Hiv, almeno dal 2012, e’ agli arresti domiciliari nel riminese dalla fine dello scorso ottobre. Con i Carabinieri che indagano sul suo passato, sulle sue relazioni occasionali, in particolare con donne conosciute in rete per scoprire eventuali casi di contagio della malattia.

Al momento se ne e’ accertato uno solo che riguarda una ex compagna dell’uomo, un trentenne con la malattia in stato avanzato e che nell’ultimo anno e mezzo si e’ sottratto alle cure. L’accusato al momento non ha fornito alcuna informazione a chi indaga, che sta scandagliando il suo pc. È attiva una linea telefonica dedicata h24 dei Carabinieri per le segnalazioni.

Alla stampa il comandante provinciale Giuseppe Sportelli fornisce, per motivi di privacy e per “evitare allarmismi inutili”, sole le informazioni essenziali. La vicenda inizia in un comando-stazione riminese, quando una donna racconta la “situazione drammatica di avere scoperto casualmente”, da alcune analisi, che l’uomo con cui convive da circa un anno e’ affetto da Hiv in fase molto avanzata. Precisando che l’uomo non ne aveva mai fatto parola e di essere molto preoccupata per avere avuto sempre rapporti sessuali non protetti.

Ma le brutte sorprese non sono finite. La donna scopre anche che il compagno frequenta assiduamente social network, chat di vario genere e siti d’incontri. Da qui la decisione di lasciarlo e presentarsi in caserma. Per sua fortuna gli esami danno esito negativo, ma i Carabinieri cominciano a indagare in maniera “rapida e approfondita”. Si rivolgono al reparto Infettologia dell’ospedale di Rimini dove l’uomo e’ effettivamente in cura.

Della malattia era a conoscenza fino dal 2012 e aveva gia’ infettato la prima convivente, con l’aggravante nell’ultimo anno e mezzo di essersi sottratto alle cure farmaceutiche necessarie. Si risale cosi’ sia alla prima compagna, affetta da Hiv, sia ad altre due donne che una volta convocate ammettono la relazione, i rapporti non protetti e, “preoccupate”, fanno gli esami che “a oggi sono negativi”. Sono anche state ascoltate tre-quattro amiche di una di loro che pero’ non hanno avuto una relazione con l’uomo.

Di certo si sa che era molto attivo sulla rete alla ricerca di incontri occasionali e chi indaga sta analizzando il disco fisso del pc acquisito per rintracciare altri contatti. Per lui le accuse sono di lesioni personali gravissime e tentate lesioni. I militari mettono anche a disposizione una linea dedicata, 0541768528, per segnalazioni: chi chiama fornisce un contatto e verra’ richiamato dai militari che indagano su una vicenda dai contorni ancora tutti da definire.

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