PONTE MORANDI: AD UN ANNO DALLA TRAGEDIA LA CERIMONIA PER RICORDARE LE VITTIME, TRA LACRIME E CONTESTAZIONI

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Nel giorno del primo anniversario del crollo del ponte Morandi di Genova, la città e le massime istituzioni si sono raccolte per commemorare le 43 vittime che alle 11.36 di quel fatidico giorno hanno perso la vita. Il sindaco Marco Bocci, nella giornata di ieri, aveva invitato i genovesi ad un gesto di condivisione, “a partecipare alla cerimonia, ma soprattutto a stringersi insieme per ricordare le persone che hanno perso la vita e sentirsi ancora una volta comunità unita”.

La celebrazione, iniziata alle 10, presso il primo pilone del nuovo viadotto pensato dall’architetto Renzo Piano, vede riuniti il capo dello Stato Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i vicepremier Salvini e Di Maio e molti altri rappresentanti. Ad aprire la cerimonia, la messa celebrata dal cardinal Bagnasco, arcivescovo di Genova. Alle 11.36, ora esatta del crollo, un minuto di silenzio accompagnato dal suono delle campane a lutto e dal sibilo delle sirene delle navi nel porto, mentre gli sfollati del ponte Morandi, hanno deciso di partecipare con un corteo verso il Polcevera, accompagnato dal lancio di 43 rose bianche nel torrente.

Ma non sono mancate le contestazioni, neanche in questo giorno di lutto nazionale. La causa è stata la presenza alla cerimonia dei delegati della società Autostrade e Aspi, tra i quali l’amministratore delegato Giovanni Castellucci, indagato, insieme ad altre 73 persone, per omicidio colposo, nell’inchiesta della procura di Genova. A richiedere la loro partecipazione era stato lo stesso sindaco Bucci, la cui ‘apertura’ però non è stata gradita dai partenti delle vittime, che pochi minuti prima dell’inizio della commemorazione si sono avvicinati al premier Conte per richiederne l’allontanamento. Il premier ha così informato i manager, che hanno preferito lasciare l’area per evitare ulteriori contestazioni.

Significativo e toccante è stato l’intervento del presidente Mattarella sulle pagine del Secolo XIX: “Ci separa da quel tragico evento un anno che non è trascorso invano. Un progetto di nuovo ponte, lineare, solido e bellissimo, è pronto e già sono stati avviati lavori per la sua costruzione. Il nuovo ponte sarà in grado di ricucire, anzi, per usare un termine caro a Piano, di ‘rammendare’ la ferita inferta dal crollo, riconnettendo una città spezzata, non solo materialmente, in due”. Ricucire ma non cancellare, ha sottolineato Mattarella. Perché quella tragedia poteva essere evitata. Perché il dolore non può essere cancellato, soprattutto se provocato da “incuria, omesso controllo, superficialità e brama di profitto”.

 

 

 

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