PENSIONI. BOERI: EQUILIBRI DELICATI, CON QUOTA 100 DEBITO A + 100 MLD

foto IPP/Mario Romano
Milano 26/6/2017
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nella foto Tito Boeri, presidenete INPS

(DIRE) Roma, 11 ott. – Introdurre quota 100 con un minimo di 62 anni di eta’ e 38 di contributi, come nelle intenzioni del governo, insieme allo stop all’indicizzazione alla speranza di vita comporta “incremento del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future nell’ordine di 100 miliardi“.

Lo dice il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in audizione alla Camera in commissione Lavoro, osservando: “Non possiamo esimerci dal lanciare un campanello d’allarme”. Piu’ in generale Boeri nota che “il nostro sistema previdenziale si regge su equilibri molto delicati. Il patto intergenerazionale di cui l’Inps e’ garante deve essere finanziariamente sostenibile e percepito come equo da chi lo alimenta versando i contributi”.

“Il ripristino di quota 100 premia quasi in 9 casi su 10 gli uomini, quasi in un caso su tre persone che hanno un trattamento pensionistico superiore a quello medio degli italiani (e un reddito potenzialmente ancora piu’ alto, se integrato da altre fonti di reddito)”.  Dice il presidente dell’Inps, Tito Boeri, osservando che “si tratta nel 40% dei casi di dipendenti pubblici che, in un caso su 5, hanno trattamenti superiori ai 35.000 euro all’anno (in piu’ di un caso su 10, superiore ai 40.000 euro)”.

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