PALERMO. TRUFFA DEI FINTI TALASSEMICI, SEQUESTRO DI OLTRE UN MLN

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(DIRE) Palermo, 14 giu. – Sequestro per equivalente di oltre un milione di euro, a Palermo, nei confronti di 39 indagati per falso e truffa ai danni dell’Inps. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale, e’ stato eseguito dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria del capoluogo siciliano.

Le indagini, delegate dal dipartimento Pubblica amministrazione della Procura, nascono dalle analisi dei flussi di spesa di enti pubblici risultati “anomali”: sospetti confermati in un secondo momento dagli accertamenti interni degli ispettori Inps. I controlli delle fiamme gialle hanno portato alla luce “una vera prassi illecita – spiegano gli investigatori -, quasi un fenomeno di costume”, che vedeva coinvolte decine di residenti a Palermo e provincia: questi, utilizzando documentazione medica falsa, avrebbero beneficiato di particolari indennita’ economiche spettanti a pazienti colpiti da gravi patologie del sangue come talassemia major, talassodrepanocitosi e drepanocitosi.

Grazie all’incrocio dei dati in possesso dell’assessorato regionale alla Salute e degli ospedali palermitani la guardia di finanza e’ riuscita a individuare i pazienti che non risultavano iscritti al ‘Registro siciliano delle talassemie ed emoglobinopatie’, presso il quale vengono registrati coloro che per via delle patologie sofferte effettuano trasfusioni periodiche, e che godevano in realta’ di ottima salute.

Il meccanismo della truffa era semplice, “talvolta – osservano gli investigatori – quasi grossolano -“: bastava infatti un certificato medico a firma di medici che in realta’ non lo avevano mai sottoscritto, e timbri falsi. La documentazione veniva poi presentata all’ufficio Inps territorailmente competente. L’obiettivo non era quello di beneficiare delle trasfusioni ma delle indennita’ economiche spettanti per legge ai lavoratori affetti da talassemia major (morbo di Cooley) e drepanocitosi che, raggiunti i requisiti anagrafici e di contribuzione, hanno diritto a una indennita’ annuale pari alla pensione minima erogata dall’Inps.

In una prima fase l’inchiesta, denominata ‘Sanguisuga’, ha portato all’acquisizione presso l’Inps la documentazione di 103 soggetti beneficiari nel territorio provinciale dell’indennita’ per complessivi 1,6 milioni di euro. Di questi sono state accertate indebite percezioni per 1,4 milioni da parte di 54 soggetti: per 39 di loro il gip ha concesso, su richiesta della Procura, l’emissione del sequestro preventivo “fino a concorrenza dell’importo da ciuscun indagato oggetto di truffa”.

Ci sono anche due dipendenti dell’Inps, di cui uno in pensione, tra gli indagati dell’inchiesta ‘Sanguisuga’ che ha portato alla luce una truffa all’istituto di previdenza da parte di finti talassemici a Palermo e provincia. I due, denunciati anche con l’aggravante della violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione, lavoravano presso l’ufficio che ha gestito le pratiche e si sarebbero “autoassegnati” le indennita’ previste “direttamente – sostiene la guardia di finanza, che ha portato avanti gli accertamenti – o per il tramite del coniuge, ma con le stesse modalita’ fraudolente”.

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