NOTTI DI SCONTRI A BARCELLONA TRA POLIZIA E INDIPENDENTISTI: 30 ARRESTI

barcellona

Proseguono gli scontri a Barcellona tra polizia e i manifestanti catalani, in protesta contro la sentenza del processo ai leader separatisti. Secondo l’agenzia di stampa Efe, 30 persone sono state arrestate, a seguito delle manifestazioni nella capitale spagnola, diventata un vero e proprio campo di battaglia, con tanto di barricate, incendi e cariche da parte della polizia.

Nella serata di ieri più di 40mila catalani si sono riuniti in un corteo, trasformatosi in uno scontro con gli agenti di polizia. Stesso esito per la veglia organizzata nella notte da migliaia di persone nei pressi degli uffici del governo spagnolo nelle province della Catalogna, sfociata in numerosi ferimenti ed arresti. Le altre città teatro di violenze sono Terragona, Girona e Lleida.

La rabbia ha preso il via dalla condanna, avvenuta pochi giorni fai, di 12 leader separatisti catalani, ai quali il tribunale supremo spagnolo ha commisurato pene dai 9 ai 13 anni, con le accuse di malversazione e sedizione. La condanna più pesante (13 anni) è andata al capo dell’indipendentismo, Oriol Junqueras, presidente della Generalitat e personaggio più in vista tra gli imputati. Assente, invece, Carles Puidgemont, ex capo del governo catalano. Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di cattura internazionale, dopo la sua fuga all’estero subito dopo il referendum del 1° ottobre 2017, per evitare di essere arrestato.

“Eserciteremo ancora il nostro diritto all’autodeterminazione” ha dichiarato Quim Torra, presidente della Generalitat de Catalunya (il sistema amministrativo e istituzionale per il governo della Regione). Mentre il presidente del Parlamento catalano, Roger Torrent, ha invocato apertamente un “nuovo referendum sull’indipendenza” e chiesto un’amnistia nei confronti dei condannati. Ipotesi subito respinta dal governo centrale guidato da Pietro Sanchez, che ha ribadito la conformità e il rispetto assoluto dell’esecutivo alla sentenza della Corte.

Nei prossimi giorni in programma nuove marce e proteste da parte dei separatisti, mente venerdì prossimo i sindacati hanno organizzato uno sciopero generale. Di certo i catalani non hanno nessuna intenzione di rinunciare, a prescindere dalle conseguenze.

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