MYANMAR. IL GAMBIA DENUNCIA ALL’AJA IL ‘GENOCIDIO’ DEI ROHINGYA

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(DIRE) Roma, 11 nov. – Il Gambia ha denunciato il Myanmar per genocidio nei confronti della minoranza musulmana dei rohingya alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja.

Un gruppo di avvocati del Paese africano ha formalizzato l’atto anche per conto dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) chiedendo misure urgenti per “mettere immediatamente fine alla condotta del Myanmar”.

Il ministro della Giustizia di Banjul, Abubacarr Marie Tambadou, ha detto alla stampa che “il Gambia sta portando avanti quest’azione con l’obiettivo di fare giustizia e trovare le responsabilita’ per il genocidio dei rohingya”. Il ministro ha sottolineato anche l’importanza di “sostenere e rafforzare le norme globali contro il genocidio che interessano tutti i Paesi”.

La denuncia del Gambia ha trovato anche il sostegno di dieci organizzazioni umanitarie internazionali. Human Rights Watch ha fatto sapere tramite la sua dirigente Param-Preet Singh che “l’azione legale del Gambia da’ il via a un processo giudiziale davanti alla piu’ alta corte del mondo, che determinera’ che le atrocita’ contro i Rohingya da parte della Birmania violano la convenzione sul genocidio”.

Alison Smith, dirigente di No Peace Without Justice, ha sottolineato che “essendo un Paese recentemente uscito da decenni di brutale dittatura la leadership del Gambia sul genocidio dei rohingya e’ particolarmente suggestiva e benvenuta”.

Secondo le Nazioni Unite, che a settembre hanno inviato una missione per accertare le violazioni compiute in Myanmar, nel Paese esiste “un grave rischio di genocidio”. Nel 2017 l’esercito birmano e’ tornato a intensificare le sue operazioni di repressione verso la minoranza musulmana che vive al confine con il Bangladesh, perseguitata da decenni. Secondo le Nazioni Unite, negli ultimi due anni 745mila persone, di cui 400mila bambini, sono scappati dal Myanmar, soprattutto verso il Bangladesh.

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