MIGRANTI. L’UE DENUNCIA VIOLAZIONI DEI DIRITTI FONDAMENTALI

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REPORT ‘FRA’ SUI SISTEMI D’ASILO E ACCOGLIENZA DI 14 STATI MEMBRI (DIRE) Roma, 6 feb. – A fronte di un netto crollo nelle richieste di asilo dal picco raggiunto nel 2015, la gestione del fenomeno dal punto di vista del rispetto dei diritti fondamentali da parte dei governi europei desta ancora “preoccupazione”. Questo l’esito dello studio diffuso oggi da parte dell’Agenzia Ue per i diritti fondamentali (Fra), il quale ha individuato in particolare cinque ambiti problematici.

Prima di tutto una gestione troppo “severa” delle frontiere da parte di alcuni Stati membri, quattordici in totale quelli oggetto di analisi: Austria, Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Paesi bassi, Polonia, Slovacchia, Spagna e Svezia. Nonostante il numero dei richiedenti asilo sia calato in modo “significativo”, l’Agenzia ha osservato che “molti controlli alle frontiere sono stati reintrodotti e mantenuti per tutto il corso del 2017”. Documentati anche “numerosi casi in cui i migranti hanno subito maltrattamenti da parte degli agenti di polizia e della polizia di frontiera. Inoltre- hanno scritto ancora- ad alcuni è stata negata la possibilità di fare richiesta d’asilo”.

Il secondo punto problematico riguarda il meccanismo dell’accoglienza: i relatori del report insistono nel sottolineare che anche in quei paesi in cui gli arrivi di nuovi migranti si è ridotto, “i centri d’accoglienza risultano inadeguati. La violenza contro le donne e la mancanza di specialisti che forniscano assistenza alle persone vulnerabili come donne, bambini, vittime di violenze o tratta, restano un problema”.

Il rapporto del Fra denuncia poi “procedure restrittive per le richieste d’asilo nelle zone di frontiera o di transito, e ritardi nella registrazione delle domande. Anche le attese troppo lunghe o, al contrario, analisi troppo sommarie per valutare le richieste stesse”, nonché il fatto che ai migranti “non sia sempre garantita assistenza legale”, costituiscono motivo di preoccupazione. Alcuni Stati membri hanno invece dimostrato di fornire troppa poca assistenza ai minori soli, quelli cioè che arrivano senza genitori, familiari o amici: “la qualità dei servizi di accoglienza, dell’assegnazione dei tutori, dell’accesso alle procedure di asilo e degli ostacoli posti ai ricongiungimenti familiari restano un nodo cruciale. Molti di questi minori ricevono una scarsa istruzione, alcuni di loro nessuna”.

Infine, i responsabili dell’Agenzia Ue denuncino la detenzione dei migranti, che a loro dire “dovrebbe essere una misura estrema”, e che quando adottata, dovrebbe comunque garantire una corretta informazione legale e assistenza all’individuo durante il periodo in carcere. Altro fattore allarmante sono i casi di “condizioni inadeguate e trattamenti inumani“, anche su migranti appartenenti a categorie vulnerabili. Il report rivela infine una nota positiva: un certo miglioramento del sistema d’asilo e nelle capacità professionali dei funzionari incaricati dal picco degli arrivi del 2015.

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