MERCATONE UNO. LAVORATORI REGGIANI BUSSANO AI SERVIZI SOCIALI

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(DIRE) Reggio Emilia, 11 giu. – Diventa ogni giorno piu’ drammatica la situazione dei 44 lavoratori del punto vendita Mercatone uno di Rubiera (Reggio Emilia). Dalla fine di maggio, quando hanno perso il posto di lavoro, sono privi di reddito e senza ammortizzatori sociali, non ancora sbloccati dal ministero dello Sviluppo economico.

In piu’, attendono il pagamento delle buste paghe arretrate -l’ultima risale ad aprile- e il provvedimento, sempre di competenza ministeriale, per recuperare il tfr depositato all’Inps, relativo all’ultima amministrazione straordinaria terminata a gennaio. Per questo molti ex dipendenti si sono gia’ rivolti ai servizi sociali del Comune di Rubiera, mentre anche la Regione si e’ attivata con le banche per congelare i mutui contratti dai lavoratori.

Di questo stato di cose e’ stato messo al corrente il prefetto reggiano Maria Forte, che in mattinata ha ricevuto nel suo ufficio una delegazione sindacale della Filcams-Cgil, in contemporanea ad un presidio con una cinquantina di persone che si e’ svolto davanti alla Prefettura. Forte, che ha incontrato, oltre ad alcuni ex dipendenti, il segretario provinciale della Filcams Luca Chierici e quello della Camera del lavoro, Ivano Bosco, ha da parte sua assicurato l’impegno a sollecitare da un lato il ministero dello Sviluppo economico e, dall’altro l’Inps reggiano affinche’ anticipi il tfr degli ex dipendenti.

E’ pero’ “il tempo la variabile fondamentale in questa crisi, che si sta connotando non solo come economica per le famiglie colpite ma come un’emergenza sociale a livello territoriale”, afferma il funzionario della Filcams Francesco Putorti’. “Noi stiamo cercando di creare una rete di sostegno al reddito dei lavoratori- prosegue- ma occorre che il ministero faccia atti concreti”. Sulla stessa linea il segretario Chierici: “Queste persone non possono piu’ aspettare i tempi della politica”.

Domani sulla vertenza Mercatone uno e’ convocata una nuova assemblea sindacale, mentre per quanto riguarda la partita giocata sui tavoli di crisi nazionali, il pallino e’ in mano al ministero. Che dovrebbe autorizzare -come promesso- una nuova amministrazione straordinaria con ricadute positive sullo sblocco della cassa integrazione per i lavoratori.

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