MEMORIA. LEGGI RAZZIALI, STORIE DI ROMANI AL MUSEO EBRAICO

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(DIRE) Roma, 13 set. – Al Museo Ebraico di Roma e’ stata inaugurata la mostra ‘Italiani di razza ebraica: le leggi antisemite del 1938 e gli ebrei di Roma‘, curata da Yael Calo’ e Lia Toaff che potra’ essere visitata fino al 3 febbraio 2019.
Giornali dell’epoca, foto e altri documenti storici evidenziano gli aspetti che hanno preceduto e poi portato alla realizzazione delle leggi razziali.
All’evento, oltre al Rabbino Capo Riccardo Di Segni e alla presidente della Comunita’ Ebraica di Roma Ruth Dureghello hanno partecipato il sindaco di Roma Virginia Raggi, il sottosegretario per i beni e le attivita’ culturali Lucia Borgonzoni.
Le leggi razziali, controfirmate dal re Vittorio Emanuele III di Savoia, furono emanate tra il settembre e il novembre del 1938. Basandosi sul criterio del razzismo biologico, portarono all’esclusione degli ebrei dalla societa’.
L’esposizione inizia con l’emancipazione degli ebrei italiani e con l’avvento del fascismo negli anni Venti, per poi giungere al razzismo e alle Leggi razziali emanate con il regio decreto legge del 17 novembre 1938. La scelta espositiva e’ soprattutto didattica, in quanto e’ necessario conoscere i diritti e le liberta’ acquisite dagli ebrei italiani nel Regno d’Italia per comprendere a pieno cio’ che poi avrebbero perso.

All’inaugurazione della mostra al Museo ebraico e’ intervenuto anche il rabbino capo Riccardo Di Segni che ha ricordato come la vita degli ebrei sia stata “distrutta, umiliata e perseguitata dalle leggi razziali nel 1938. Generalmente l’attenzione e’ sulla Shoah e sullo sterminio fisico delle persone, ma prima arrivo’ l’umiliazione e l’emarginazione dalla societa’. L’impatto sulle persone fu terribile”, sottolinea. Di Segni ha parlato poi di un “problema aperto”, ossia resta da capire “se quello che e’ successo agli ebrei sia stato soltanto uno scivolone, un accidente della storia o se invece sia un rischio costante che si puo’ ripetere in qualsiasi momento”, ha concluso.

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