MAFIA. SEQUESTRO BENI A IMPRENDITORE RITENUTO VICINO A MESSINA DENARO


(DIRE) Palermo, 3 giu. – Sequestro di beni del valore di oltre trecentomila euro a Castelvetrano, in provincia di Trapani.

Ad eseguirlo e’ stata la Direzione investigativa antimafia, su disposizione della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Trapani, presieduto da Enzo Agate.

La proposta di sequestro era stata avanzata dal direttore della Dia, generale di Divisione Giuseppe Governale, e dalla procura di Palermo nei confronti dell’imprenditore Carlo Cattaneo, 35enne, attivo nel settore dei giochi e delle scommesse, “indiziato – spiegano gli investigatori – di appartenere a Cosa nostra”.

Un provvedimento figlio dell’operazione ‘Anno zero’, svolta nel 2018, nel cui ambito furono eseguiti provvedimenti di fermo e decreti di sequestro emessi dalla Dda di Palermo nei confronti di numerosi presunti affiliati a famiglie mafiose del mandamento di Castelvetrano, fra i quali Cattaneo e Rosario Allegra, morto recentemente, cognato del latitante Matteo Messina Denaro: i due erano accusati rispettivamente di concorso esterno e partecipazione in associazione di tipo mafioso.

Le indagini, suffragate anche dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, dimostrarono come l’espansione nella Sicilia occidentale delle agenzie di scommesse affiliate a siti di gioco on line (illeciti) sponsorizzati da Cattaneo fosse “strettamente correlata alla sua interazione” con Cosa nostra.

Rapporti d’affari che erano stati avviati fra il 2012 e il 2013 per iniziativa di Francesco Guttadauro, nipote di Messina Denaro, condannato definitivamente per associazione mafiosa, e continuati, anche dopo il suo arresto avvenuto nel dicembre 2013 “per il tramite” di Rosario Allegra.

Quest’ultimo, a fronte di protezione, riscuoteva da Cattaneo periodiche somme di denaro “utilizzate sia per il sostentamento dei familiari del latitante – e’ la tesi degli investigatori -, sia per quello dell’organizzazione mafiosa”.

Il provvedimento eseguito oggi, scaturito da accertamenti patrimoniali svolti dalla Dia che hanno disvelato “una netta sperequazione fra i redditi dichiarati e gli investimenti sostenuti” da Cattaneo per l’impresa, ha riguardato: quote e intero compendio aziendale di due societa’ di capitali e una ditta individuale (con sedi a Palermo e a Castelvetrano) operanti nel settore della ristorazione e nei servizi informatici di gestione di sale giochi e scommesse; un appartamento, un appezzamento di terreno e un fabbricato in corso di costruzione a Castelvetrano; diverse auto e motocicli; quattro conti correnti bancari, una polizza, depositi e rapporti con istituti di credito per un valore “prudenzialmente stimato” di oltre 300mila euro. 

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