MAFIA CAPITALE. AL VIA PROCESSO IN CASSAZIONE, IN AULA IL ‘MONDO DI MEZZO’

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DIRE) Roma, 16 ott. – Palazzo di Giustizia assediato dalla stampa per il via al terzo grado di giudizio del processo ‘Mafia Capitale’, nato dall’indagine avviata nel 2010 dalla Procura di Roma che ha portato alla luce il cosiddetto ‘Mondo di mezzo’.

Vietate le riprese video nella’Aula Magna, dove e’ appena iniziato il processo. L’inchiesta ha scoperto un fitto groviglio di affari sommersi nella Capitale, per decine di milioni di euro, che coinvolgeva trasversalmente crimine organizzato, politici, imprenditori e manager di aziende pubbliche e private. Una rete di personaggi che lucravano nel welfare capitolino e in particolare nel giro degli appalti delle cooperative sociali, ma anche sui campi rom, sui rifiuti e sul verde pubblico.

A presentare ricorso in Cassazione, 32 dei 43 originari imputati. Su tutti l’ex Nar e Banda della Magliana, Massimo Carminati, ‘il nero’, considerato il dominus della rete di affari e con lui, Salvatore Buzzi, passato alle cronache come il “ras” delle coop rosse romane, ora detenuto nel carcere di Tolmezzo.

Ma i giudici della VI sezione penale della Cassazione, presieduta da Giorgio Fidelbo, sono chiamati a pronunciarsi soprattutto sull’aggravante mafiosa, riconosciuta in appello. Accusa che era stata invece esclusa in primo grado.

Dei 32 imputati che hanno deciso di fare ricorso alla Suprema Corte, sono 18 quelli che in appello hanno avuto l’aggravante mafiosa, o il concorso esterno a vario titolo: Salvatore Buzzi (18 anni e 4 mesi), Massimo Carminati, (14 anni e sei mesi), Claudio Bolla (4 anni e 5 mesi, collaboratore di Buzzi), Riccardo Brugia (11 anni e 4 mesi, collaboratore di Carminati), Emanuela Bugitti (3 anni e 8 mesi), Claudio Caldarelli (9 anni e 4 mesi), Matteo Calvio (10 anni e 4 mesi), Paolo Di Ninno (6 anni e 3 mesi), Agostino Gaglianone (4 anni e 10 mesi), Alessandra Garrone (6 anni e 6 mesi), Luca Gramazio (8 anni e 8 mesi), Carlo Maria Guarany (4 anni e 10 mesi), Giovanni Lacopo (5 anni e 4 mesi), Roberto Lacopo (8 anni), Michele Nacamulli (3 anni e 11 mesi), l’ex ad di Ama, Franco Panzironi (8 anni e 4 mesi), l’ ex manager di Eur spa, Carlo Pucci (7 anni e 8 mesi) e l’ex presidente Tecnosky Fabrizio Testa (9 anni e 4 mesi).

A fare ricorso anche l’ex presidente dell’assemblea capitolina, Mirko Coratti, condannato a 4 anni e sei mesi, l’ex mini-sindaco di Ostia, Andrea Tassone, e l’ex consigliere comunale Giordano Tredicine. Su tutti grava lo spettro dell’applicazione della norma ‘spazzacorrotti’ che, con la conferma dell’appello, potrebbe aprire le porte del carcere anche per i condannati per corruzione e reati contro la PA.

Diverso il destino di Luca Odevaine, che ha deciso di non arrivare in Cassazione. L’ex presidente del tavolo per l’immigrazione ha patteggiato cinque anni e due mesi. Calendarizzate dalla Corte udienze quotidiane fino a venerdi’, con la possibilita’ di prolungare anche fino alla giornata di sabato.

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