LIBIA. RAID SU CENTRO MIGRANTI, TRIPOLI ACCUSA: STRAGE VOLUTA

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(DIRE) Roma, 3 lug. – Un appello alla comunita’ internazionale affinche’ prenda posizione contro “crimini odiosi” e “attacchi premeditati” e’ stato rivolto oggi dal governo di Tripoli dopo i bombardamenti aerei che, alla periferia della capitale, hanno colpito un centro di detenzione per migranti.

Secondo responsabili dei servizi di soccorso, nei raid hanno perso la vita almeno 40 persone, perlopiu’ giunte in Libia da altri Paesi dell’Africa. Proprio ieri responsabili dell’Esercito nazionale libico che fa capo al generale Khalifa Haftar avevano annunciato un intensificarsi dei bombardamenti contro le postazioni dell’esecutivo di Fayez Al-Serraj e delle forze tripoline. I raid di questa notte hanno colpito nell’area di Tajoura, circa 20 chilometri a est della capitale.

“I civili non dovrebbero mai essere bersaglio”: cosi’ oggi l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr), sulle notizie di un bombardamento aereo in un centro di detenzione per migranti a est di Tripoli.
“Unhcr – si legge in un messaggio diffuso via Twitter – e’ estremamente preoccupato per le notizie di bombardamenti contro il centro di detenzione di Tajoura a est di Tripoli e dei resoconti su rifugiati e migranti uccisi”.
Secondo i servizi di soccorso locali, nei raid hanno perso la vita almeno 40 persone. Un’ottantina i feriti.

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