LIBIA. MSF: PASTI OGNI 3 GIORNI PER MIGRANTI IN CENTRO DETENZIONE

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(DIRE) Roma, 21 mar. – Rifugiati e migranti detenuti arbitrariamente nel centro di detenzione di Sabaa a Tripoli soffrono di allarmanti livelli di malnutrizione acuta – piu’ di 100 sono minori, su un totale di 300. Alcuni di loro sono stati rinchiusi per giorni in uno spazio angusto, con meno di un metro quadrato per persona.

A denunciarlo, l’ong internazionale Medici senza frontiere in un nuovo rapporto, attraverso cui chiede alle autorita’ libiche e alla comunita’ internazionale di affrontare al piu’ presto le inumane e pericolose condizioni all’interno dei centri di detenzione libici. Il rapporto – scrivono i responsabili – contiene i risultati di due cicli di screening nutrizionali che lo staff di Msf ha condotto, e secondo i quali circa un quarto delle persone detenute a Sabaa sono malnutrite o sottopeso, con i bambini significativamente piu’ a rischio di sviluppare una malnutrizione severa o moderata.

Queste evidenze supportano numerose testimonianze individuali, secondo cui le persone detenute nel centro ricevono solo un pasto ogni due o tre giorni, mentre i nuovi arrivati possono aspettare fino a quattro giorni prima di ricevere del cibo. Il 21 febbraio gli operatori di Msf hanno iniziato a distribuire razioni di cibo d’emergenza a Sabaa per rispondere alle gravi carenze di cibo e migliorare le condizioni generali di salute.

Lo stesso giorno, sono state scoperte 31 persone chiuse a chiave in una stanza di 4,5 metri per 5, con uno spazio a persona di appena 0,7 metri quadri. Le persone non avevano spazio per sdraiarsi ne’ latrine ed erano costrette a urinare in secchi e bottiglie di plastica. Nonostante le ripetute richieste degli operatori di Msf affinche’ fossero trasferite in uno spazio piu’ appropriato, sono rimaste in queste condizioni per piu’ di una settimana.

 

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