LAVORO. INAPP: DONNE SONO PRINCIPALI VITTIME ECONOMICHE DEL VIRUS


(DIRE) Roma, 6 ago. – “Negli Stati Uniti l’hanno ribattezzata ‘Shecession‘, ossia la recessione che colpisce le donne molto più degli uomini, a confronto con la crisi del 2008 denominata Mancession, che ha colpito i lavori nei settori a prevalenza maschile”. Così in un rapporto dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (Inapp).

“Questa volta- prosegue la nota- sono le donne le principali vittime dello sconvolgimento sociale ed economico causato dagli effetti globali del virus. Un fenomeno di livello mondiale, che ha determinato il calo del 4% della forza lavoro femminile a livello Ocse e un impatto negativo sui salari dell’8,1% per le donne contro il 5,4 % degli uomini”.

Il rapporto Inapp 2021 fotografa, per la prima volta, la ‘shecession’ italiana: a dicembre 2020, le donne occupate sono 9 milioni e 530mila e gli uomini 13 milioni e 330mila. Rispetto all’anno precedente si contano 444mila persone occupate in meno, di cui 312mila donne, corrispondente ad un calo del 3,6% per le donne e del 2% per gli uomini.

Rispetto alla tipologia di lavoro, le donne occupate sono diminuite del 2,6 % nel lavoro dipendente (contro l’1,9% degli uomini) e dell’8,3% nel lavoro indipendente (contro il corrispondente -2,5% maschile).

Tra i fattori che hanno incrementato la shecession in Italia, il rapporto cita la composizione settoriale dell’occupazione, per cui le donne lavorano, più degli uomini, nei settori e nei servizi oggetto a lungo di misure restrittive e di chiusure disposte nel rispetto del distanziamento sociale e che attualmente faticano a riprendersi.

Ancora, il mancato rinnovo dei contratti a termine, in cui le donne sono da sempre presenti in proporzione maggiore, che ha riguardato il 16,2% delle donne contro il -12,4% degli uomini; la riduzione di nuovi rapporti di lavoro che è stata nel 2020 molto più marcata per le donne (-1.975.042) che per gli uomini (-1.486.079) in quasi tutte le tipologie contrattuali (nel tempo determinato -52% donne e -48% uomini; nell’apprendistato -51% donne e -47% uomini; nel lavoro stagionale -34% donne e -31% uomini).

Fattore incisivo sulla partecipazione femminile complessiva è stato anche il crescente onere di cura su anziani e minori (aggravato dall’emergenza sanitaria e dalla didattica a distanza) che ha rafforzato l’etichetta per le donne over 40 di ‘sandwich generation’.

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