Lavoro. Alitalia, c’è pre-accordo: ora parola passa a dipendenti

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(DIRE) Roma, 14 apr. – Si apre uno spiraglio concreto nella complicata vertenza Alitalia. Nella notte, dopo 17 ore di confronto, azienda, sindacati e associazioni professionali hanno firmato un pre-accordo, un verbale di confronto, che dovrà passare ora al vaglio del referendum tra i lavoratori. Tra le misure previste la riduzione degli esuberi tra il personale di terra a tempo indeterminato da 1.338 a 980, e la riduzione del taglio degli stipendi all’8%.

L’azienda ritiene di avere sfruttato ogni flessibilità negoziale rispetto a quanto deciso dal cda. Mentre i sindacati e le associazioni professionali giudicano quanto contenuto nel verbale come quello che è stato possibile raggiungere nel lungo negoziato. Soddisfazione emerge anche dal governo. “Abbiamo fatto il massimo sforzo possibile per avvicinare le parti. Ed abbiamo ottenuto più aeromobili, meno esuberi e di tenere le attività di manutenzione all’interno dell’Alitalia, riducendo al minimo il taglio dei salari”, ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.

Il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, a Radio 24, ha sottolineato i benefici in termini di competenze per lo stato nel caso in cui fallisse l’accordo. “L’amministrazione straordinaria, se questa manovra fallisse, butterebbe sullo stato italiano tutti costi della gestione Alitalia e della liquidazione, e sarebbero costi altissimi: solo l’amministrazione straordinaria costerebbe oltre 1 miliardo di euro”. Lo Stato in ogni caso assicura 200 milioni di garanzia, che scatterebbero nel caso in cui a metà 2018 ci fosse un discostamento dal piano previsto dall’intesa. Anche Etihad ha garantito la copertura delle proprie spettanze. La firma definitiva dell’accordo ci sara’ solo dopo il referendum tra i lavoratori.

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