Imprese. Ricerca Swg: pmi in crisi nel Lazio, bene solo grandi

assintel-report-2012-imprese-al-palo-pa-in-sofferenza-bene-mobile-e-cloud-shutterstock_114776656

SOFFRONO DI PIU’ AZIENDE DI FROSINONE E LATINA E QUELLE MANIFATTURIERE (DIRE) Roma, 30 mar. – Le Pmi del Lazio soffrono ancora la crisi. La crescita sospinge di più le aziende di grandi dimensioni (quelle con più di 250 addetti segnalano un andamento positivo tre volte superiore alla media), così come quelle di servizi pubblici e sociali. Viceversa quelle fino a 9 addetti nel 43% dei casi ancora sono in sofferenza. E’ il quadro fornito dalla ricerca ‘Analisi dei fabbisogni delle imprese del Lazio’ su 1260 aziende operanti nel Lazio, estratte dal database completo delle imprese italiane acquisito da SWG, presentato questa mattina nella sede della Camera del Commercio di Roma al Tempio di Adriano.

Nell’insieme emerge la presenza di una consistente area con atteggiamenti negativi. Quasi quattro imprese su dieci indicano in calo il loro andamento; a fronte, però, di una stabilizzazione che riguarda la metà delle imprese, mentre una su dieci cresce. Esaminando la condizione dei segmenti si osserva che la dimensione aziendale rovescia il trend generale: le aziende con più di 250 addetti segnalano un andamento positivo tre volte superiore alla media, viceversa quelle fino a 9 addetti nel 43% dei casi lo indicano negativo. Le province di Frosinone e Latina mettono in luce una debolezza maggiore della media: l’indicazione di un andamento in calo riguarda, infatti, rispettivamente il 45% e il 44% delle imprese, ovvero 7 e 6 punti percentuali più della media regionale. Il settore manifatturiero indica un andamento più negativo della media con quasi il 50% delle imprese che vive una situazione di calo. I servizi pubblici e sociali e i servizi a persone e imprese segnalano una negatività inferiore alla media.

La gerarchia delle difficoltà ha una sua prima rappresentazione in tre aree: l’accesso al credito e i rapporti con le banche; il calo di lavoro tra i clienti già acquisiti; la difficoltà a reperire nuovi clienti. Dalla segnalazione delle difficoltà si passa alla valutazione delle esigenze che esprimono le imprese. Non si tratta tanto di rovesciare la prospettiva quanto di assumere gli aspetti proattivi delle aziende e verificare il genere di servizio che può essere maggiormente utile a mettere nelle migliori condizioni la loro organizzazione, al fine di perseguire con efficacia il risultato economico e gestionale. La gerarchia delle esigenze relative ai servizi da espletare ha una sua prima rappresentazione in due aree: i servizi per l’accesso al credito e i servizi per la promozione e il marketing.

La valutazione della Camera di Commercio come organismo, la sua funzione e il suo rapporto con le imprese sono stati sottoposti a verifica da parte delle imprese. L’analisi ha investito molti aspetti del lavoro della Camera ed è articolata in numerosi elementi. Il ruolo ricoperto dalla Camera di Commercio è ritenuto importante da quasi i 2/3 fino a quasi i 3/4 delle imprese, nei settori dello sviluppo economico, della nascita di nuove imprese, della crescita delle esportazioni, della formazione e lavoro. Il dato appare positivo e denota un buon rapporto delle aziende con Cciaa. In particolare si osserva che l’area che segnala la non importanza della Camera sta tra l’8% e l’11%. Si vedono delle differenze tra i vari segmenti ma sono limitate.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*