EX ILVA. A GENOVA ASSEMBLEA IN FABBRICA ANCHE CON CASSINTEGRATI

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(DIRE) Genova, 8 nov. – Alla fine entrano tutti, lavoratori e cassintegrati, senza alcuna tensione. I metalmeccanici di ArcelorMittal ed ex Ilva della fabbrica di Cornigliano di Genova si riuniscono in assemblea per decidere il da farsi. Niente sciopero, per ora, a differenza dei colleghi di Taranto.

“Abbiamo deciso che scenderemo in piazza ma non quando. C’e’ il cuore di tutti i lavoratori ma ci vuole anche il cervello- commenta Bruno Manganaro, segretario Fiom– oltre alla forza, ci vuole l’intelligenza. Prendersi qualche giorno in piu’ per decidere non vuol dire essere deboli ma intelligenti e scendere poi in piazza con tutta la forza possibile. Quando si esce, si lotta fino alla fine”. Anche perche’, riflette il sindacalista, “per scioperare ci vuole una controparte, ma domani magari un governo non c’e’ piu'”.

C’e’ grande rabbia tra i lavoratori perche’ “la politica ha pensato di giocare con Mittal come se fosse il bottegaio sotto casa ma l’azienda, invece, sa bene cosa vuole. È il governo che e’ diviso e non sa cosa fare. C’e’ rabbia perche’ il governo e’ pasticcione”. Intanto in fabbrica, di fatto, non si lavora piu’.
“Le commesse e i materiali sono fermi- spiega Manganaro- l’obiettivo per noi e’ salvare tutto il reddito e tutti i posti di lavoro, di chi e’ dentro la fabbrica e di chi e’ in cassa integrazione”. Oggi ai lavoratori verra’ spiegata la procedura avviata da ArcelorMittal, e respinta dall’ex Ilva in amministrazione straordinaria, di retrocessione di tutti i lavoratori alla gestione commissariale.

“Mittal ci cede, Ilva in amministrazione straordinaria non ci riceve- spiega l’rsu Armando Palombo- cosa succede tra 20 giorni? Chi e’ che paghera’ gli stipendi? C’e’ troppa confusione, il governo si comporta in maniera schizofrenica e i lavoratori sono arrabbiati”.

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