EX ILVA. GENITORI TARANTINI A CONTE: NON VOGLIAMO ELEMOSINE


(DIRE) Bari, 20 gen. – “Se è nelle intenzioni del primo ministro concedere al territorio tarantino solo qualche briciola di quanto dovuto pur di continuare a favorire la produzione inquinante, e’ meglio che resti nelle calde stanze di Palazzo Chigi”. Cosi’ i componenti dell’associazione Genitori tarantini sulla visita del premier a Taranto.

In occasione delle due ultime visite di Conte nel capoluogo non vi e’ stato alcun incontro tra la associazione e l’inquilino di Palazzo Chigi. “Le scelte di questo governo – sostengono – supportato economicamente e ignobilmente dall’Europa, segneranno nel prossimo futuro, il destino di Taranto.

Viste le premesse, tocchera’ a questa nostra terra contare ancora un insopportabile numero di morti e malattie. Un conto troppo salato che sapremo per certo a chi addebitare”. Per i genitori che hanno perso i propri figli per malattie provocate dal forte inquinamento ambientale e’ “offensivo” l’intervento economico previsto dalla Comunita’ europea “per la trasformazione della produzione del sito tarantino”, ancor piu’ se si ricorda “che proprio dall’Europa arrivo’, qualche anno fa, una legge sovranazionale che intimava agli inquinatori il pagamento dei danni provocati.

Il debito che lo Stato italiano ha accumulato nei confronti della comunita’ tarantina e’ tale che nessuna elemosina debba essere proposta – concludono – nessun piano o tavolo istituzionale puo’ prescindere dalla chiusura della fuorilegge area a caldo. È tempo che la giustizia torni ad essere uguale per tutti, a Genova come a Trieste e come a Taranto”.

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