EGITTO. SULLE ELEZIONI ‘AHRAM’ DÀ I VOTI: ZERO AI MEDIA STRANIERI

epa06620179 A man walks underneath electoral posters for President Abdel Fattah al-Sisi, at Muizz street, Cairo's oldest street, Egypt, 22 March 2018. Egyptian Presidential election will be held between 26 and 28 March 2018. Moussa Mostafa Moussa, the head of el-Ghad party is running against Incumbent President Abdel Fattah al-Sisi.  EPA/MOHAMED HOSSAM

(DIRE) Roma, 29 mar. – “I media stranieri e le presidenziali in Egitto: menzogne e nonsense: ecco una performance da zero spaccato”: questo il titolo di un articolo comparso oggi su uno dei principali quotidiani egiziani, ‘Al-Ahram‘, subito dopo la diffusione dei primi exit poll che confermerebbero Abdel Fattah Al-Sisi alla guida del Paese.
Il giornalista punta il dito contro “i prestigiosi media occidentali” definendoli “parte del conflitto” in corso nel Paese, in quanto non avrebbero fornito un’informazione “corretta, puntuale e imparziale”. Il quotidiano, noto per essere vicino al governo del Cairo, sulla versione in lingua araba del suo sito web sostiene che i giornali stranieri avrebbero cercato “di allontanare gli elettori dalla partecipazione al voto” e, una volta consapevoli di non esserci riusciti, avrebbero “inventato” che l’esito delle consultazioni sarebbe stato “una farsa” e una “partita dall’esito scontato”.
“Il racconto di queste tre giornate – si legge ancora – è pieno di menzogne, falsità e informazioni distorte, che contraddicono completamente ciò che è accaduto, mentre altri giornali ed emittenti hanno preferito addirittura ignorare la notizia”. Nel mirino in particolare l’agenzia ‘Reuters‘: “Ha preferito nascondere le foto delle file ai seggi, preferendo quelle che mostravano poche persone, oppure militari o agenti incaricati della sicurezza”.
L’intento di questa scelta per il giornale sarebbe chiaro: “veicolare il messaggio di una scarsa partecipazione” degli elettori alle urne.
Quindi, il giornalista egiziano smentisce le notizie fornite nei giorni del voto da ‘France Presse‘ e ‘Associated Press‘ che, citando fonti locali, hanno raccontato di alcuni seggi deserti, soprattutto nell’area del Sinai – interessata dalle violenze dei gruppi armati jihadisti – spiegando che le persone preferivano restare in casa temendo problemi di “sicurezza”. Tutto questo per ‘Al-Ahram’ contraddirebbe i dati diffusi dalla Commissione elettorale nazionale, “secondo cui l’affluenza è stata alta, soprattutto a Sheikh Zuweid”, una delle città prossime al confine con Israele, cadute per un certo periodo sotto il controllo dei miliziani del gruppo Stato islamico.

I giornalisti stranieri insomma si sarebbero “fatti beffe dei dati ufficiali”, che confermano “un’affluenza ampia”, imponendosi essi stessi come “un’autorità elettorale indipendente”. Non viene risparmiato neanche il giornalista esperto di Medio Oriente Robert Fisk, che sul britannico ‘Independent’ martedì scorso ha attribuito la probabile vittoria di Al-Sisi al sostegno dei cristiani copti. “Dimentica – sostiene ‘Al-Ahram’ – di spiegare il perchè”.
Per tutte queste ragioni, conclude il giornalista, le testate straniere per il loro lavoro meritano uno “zero spaccato”.

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