DEF. TRIA: CRESCITA ALL’1,6% DEL PIL, DEBITO CALERA’ DI 1 PUNTO L’ANNO

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(DIRE) Roma, 30 set. – “Sono ministro di un governo, e come tale sono un politico. Non ho mai minacciato le dimissioni. Il deficit al 2,4% e’ frutto di una negoziazione politica, e assicuro che c’e’ stata una mediazione e non da poco”. Cosi’ il ministro dell’Economia Giovanni Tria in un’intervista al Sole 24 Ore.

Tria sottolinea che la nota di aggiornamento al Def punta a una crescita dell’1,6% nel 2019 e all’1,7% nel 2020 in modo da consentire una discesa del debito pubblico di un punto all’anno per i prossimi tre anni. “Non e’ una discesa forte ma maggiore di quella realizzata negli ultimi anni. E sara’ garantita anche da una clausola di salvaguardia sulla spesa che sostituisce le clausole sulle entrate fiscali utilizzate finora in ogni manovra per scrivere obiettivi di deficit e debito poi sempre rivisti”.

Il ministro dell’Economia ribadisce: “Concordo pienamente con il presidente della Repubblica. Del resto abbiamo come governo un confronto continuo con il Quirinale. L’equilibrio e il pareggio di bilancio rimane un nostro obiettivo fondamentale, anche se il percorso per raggiungerlo viene allungato nel tempo per dare spazio all’esigenza fondamentale di rilanciare la crescita. E resta il fatto che se le condizioni lo permetteranno si cerchera’ di riavviare il processo prima della fine del triennio. Il punto in discussione, infatti, e’ nelle modalita’ di garantire questo percorso all’interno dei vari contesti economici”.

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