CORONAVIRUS. ISTAT: SANITÀ HA RETTO NONOSTANTE I TAGLI DEL PASSATO


(DIRE) Roma, 3 lug. – La sanita’ italiana ha retto nonostante anni di tagli. “L’emergenza sanitaria interviene a valle di un lungo periodo in cui il Servizio sanitario nazionale e’ stato interessato da un ridimensionamento delle risorse. Dal 2010 al 2018 la spesa sanitaria pubblica e’ aumentata solo dello 0,2% medio annuo a fronte di una crescita economica dell’1,2%.

Una tendenza negativa prevalsa nel corso degli anni e’ la riduzione della spesa per investimenti delle Aziende sanitarie, scesi dai 2,4 miliardi del 2013 a poco piu’ di 1,4 miliardi nel 2018″. E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Istat.

“Il rallentamento della spesa e’ dovuto principalmente alla diminuzione del personale sanitario. Rispetto al 2012 il calo e’ del 4,9% e ha riguardato anche medici (-3,5%) e infermieri (-3,0%). Nello stesso periodo (2012-2018) il solo personale a tempo indeterminato del comparto sanita’ si e’ ridotto di 25.808 unita’ (-3,8%): i medici sono passati da 109mila a 106mila (-2,3%) e il personale infermieristico da 272mila a 268mila (-1,6%)”, si legge.

“L’Italia dispone di 39 medici ogni 10 mila residenti, un numero sensibilmente inferiore a quello della Germania, che ne conta 42,5. Ancora piu’ sfavorevole il confronto con il personale infermieristico: 58 per 10 mila residenti contro 129.

Al 31 dicembre del 2019 l’Italia puo’ contare su 66.481 medici specialisti nelle aree dell’emergenza, delle malattie infettive, delle malattie dell’apparato respiratorio o cardiovascolare e della medicina interna; questi professionisti costituiscono circa il 35% del totale dei medici specialisti.

Rispetto al 2012 la dotazione complessiva e’ aumentata del 5,2%, con differenze per tipo di specializzazione: anestesisti +13,3%, specialisti dell’emergenza +9,8%, specialisti delle malattie dell’apparato cardiovascolare +7,4%. La gia’ esigua dotazione di medici specialisti delle malattie infettive e tropicali e’ invece diminuita dell’8,3%.

“L’offerta di posti letto ospedalieri si e’ ridotta notevolmente nel tempo: nel 1995 erano 356 mila, pari a 6,3 per 1.000 abitanti, nel 2018 sono 211mila, con 3,5 posti letto ogni 1.000 abitanti. Nell’Ue 28 mediamente l’offerta di posti letto e’ di 5,0 ogni 1.000 abitanti, in Germania sale a 8”, spiega l’Istituto.

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