CORONAVIRUS. CONFESERCENTI: BAR E RISTORANTI A GIUGNO, RISCHIO DISASTRO SOCIALE


(DIRE) Roma, 28 apr. – Il rinvio della possibilita’ di apertura al 1 giugno, per Bar e Ristoranti, da’ un altro durissimo colpo alle attivita’ commerciali gia’ provate dal lungo lockdown. Bisogna intervenire subito o sara’ troppo tardi e dovremo fare i conti con un disastro sociale ed economico senza precedenti.

Cosi’ Fiepet Confeserecenti, in una nota, lancia l’ennesimo grido alle istituzioni e al Governo in merito alla Fase 2. “Siamo convinti- spiegano- che si debbano trovare delle soluzioni per coniugare salute e ripartenza: le attivita’ rischiano di non riaprire a meno di interventi forti, decisi e immediati che finora non si non visti ne’ a livello nazionale ne’ a livello locale.

Noi siamo pronti a definire protocolli di sicurezza aggiuntivi, specifici per le nostre attivita’, in grado di consentire una riapertura anticipata rispetto a quanto previsto dall’ultimo decreto. Abbiamo bisogno di interventi immediati, la struttura dei costi dovra’ essere adeguata al fatto che la struttura dei ricavi sara’, per causa di forza maggiore, ridimensionata.

Per quanto riguarda i costi aziendali: robusta decontribuzione per i lavoratori che ritornano attivi, forme di microcredito agevolato ben piu’ semplici di quella attualmente prevista, rinvio al 2021 di tutti gli adempimenti fiscali e contributivi, con una forte riduzione dell’Irap in particolare; e ancora, l’abbattimento degli affitti commerciali attraverso il riconoscimento di un credito d’imposta ai proprietari, poiche’ il credito di imposta parziale e per il solo mese di marzo -riconosciuto alle aziende non consente loro un immediato risparmio sul canone. Appare anche necessario prevedere la completa defiscalizzazione e non solo l’abbattimento Iva annunciato – dei Dpi e contributi per la digitalizzazione dei negozi di vicinato.

La drammatica flessione del turismo, infine, portera’ indirettamente grandi difficolta’ ben oltre le date di apertura previste dal dpcm. È dunque indispensabile l’istituzione di un fondo speciale, senza il quale il settore e’ destinato a non rialzarsi. Il Governo deve fare di piu’, molto di piu'”.

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