Breve #64 – Carofiglio non ci sta

carofiglio

La notizia che Gianrico Carofiglio, senatore, magistrato e noto scrittore, non abbia gradito gli epiteti di Vincenzo Ostuni in occasione della recensione del suo ultimo impegno letterario e abbia scelto di adire le aule di giustizia, è stata commentata variamente dalla stampa. E altrettanto variamente è stata commentata la notizia che un gruppo di letterati amici e conoscenti di Ostuni abbia organizzato un sit in di protesta in una nota piazza di Roma, scelta per il collegamento con la stupenda opera gialla di Gadda. La protesta è il sale della democrazia, quindi nulla quaestio. Carofiglio, al quale la vita ha tanto arriso e di cui il NuovoMille segnala con l’occasione un’opera molto ben fatta sulla logica dell’interrogatorio (ritenendola più pregevole dei suoi romanzi), dovrà decidere se mantenere l’atteggiamento “antipatico” e pregiudizievole della sua fama di personalità eclettica, aperta al dialogo e dedita, con bonomia, alla riflessione e all’approfondimento. Ostuni, i suoi estimatori e lo stesso Carofiglio potranno condividere o contestare lo spunto di riflessione che il gruppo ’63, egemonizzando la letteratura con il sostegno della politica, abbia molto nuociuto allo sviluppo organico delle arti e, in specie, della letteratura in Italia, con il risultato del prevalente dominio dei classici letterari italiani ed esteri e del modesto riconoscimento internazionale alla letteratura contemporanea italiana.

 

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