CAMERUN. A YAOUNDÉ INIZIA IL ‘DIALOGO NAZIONALE’, SENZA I RIBELLI


(DIRE) Roma, 30 set. – Al via oggi nel Palazzo del Congresso di Yaounde’ un “grande dialogo nazionale” che si propone di superare la crisi politico-sociale sfociata nella presa delle armi da parte dei gruppi separatisti delle regioni anglofone del Camerun.

 
Voluto dal presidente Paul Biya, al potere ormai da 37 anni, il confronto dovrebbe coinvolgere fino a venerdi’ non solo partiti ma anche associazioni e rappresentanti religiosi. Molte pero’ le incognite, legate anzitutto alla mancata adesione dei gruppi separatisti, che avevano chiesto un incontro in terreno neutro e posto come precondizione un negoziato sulla suddivisione del Paese.

 
Se alcuni partiti di opposizione hanno aderito al “dialogo”, loro esponenti di spicco come l’ex candidato presidente Maurice Kamto restano in prigione. Fuori dal confronto poi non solo un’eventuale secessione delle province anglofone del sud-ovest e del nord-ovest ma anche l’ipotesi di un ritorno a una struttura federale dello Stato.
Secondo stime diffuse a livello internazionale, in tre anni il conflitto ha provocato circa 3mila vittime, mezzo milione di sfollati e circa 40mila rifugiati.

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