BULLISMO. ALESSANDRIA, PROFESSORESSA LEGATA E PRESA A CALCI A SCUOLA

scuola-alessandria

(DIRE) Roma, 28 mar. – Legata alla sedia e presa di mira a calci. È accaduto in una classe di prima di un istituto superiore di Alessandria, e la vittima è stata una professoressa con difficoltà motorie. Gli studenti che non hanno partecipato all’atto hanno ripreso tutta la scena con i cellulari, facendo girare il video sui social e sugli smartphone di parecchi ragazzini.

“È l’ennesimo episodio di violenza operata da un branco con l’accordo degli spettatori gaudenti che riprendono con il loro cellulare le scene che si presentano. È un caso gravissimo che ci fa capire che la situazione è ormai debordata. Purtroppo quello a cui assistiamo è l’impotenza da parte degli adulti di intervenire“. A lanciare l’allarme è lo psicoterapeuta dell’età evolutiva Federico Bianchi di Castelbianco, che ha aggiunto: “Di fronte a tale situazione la risposta è stata un mese di sospensione con l’obbligo di frequenza e che si svuotino i cestini delle altre classi durante la pausa. Una punizione che non solo è ridicola, ma mette in ridicolo noi adulti”.

Secondo lo psicoterapeuta “l’intervento deve tendere non solo a far capire ai ragazzi quello che hanno commesso, ma li deve squalificare di fronte agli occhi dei coetanei. Il che significa- spiega Castelbianco- che la squalifica debba indicare un loro intervento nel sociale, che di certo non è lo svuotare il cestino”. Lo psicoterapeuta consiglia che questi studenti dedichino “i loro giorni festivi alle attività sociali, dal tagliare l’erba al prestare aiuto alla Caritas, all’andare dove c’e’ la sofferenza e il dolore per poterli riconoscere e così farli riflettere sul quanto hanno fatto”. Inoltre, “occorre punire sia chi ha preso a calci che chi filmava con i telefonini. Queste punizioni devono poter mettere in risalto che chi si comporta bene non può essere considerato il cretino di turno- afferma Castelbianco- perchè questo è quello che hanno ottenuto con la punizione stabilita”.

 

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*