Breve #22 – Conflitto tra burocrazie interne nella vicenda dei due valorosi marò


I cittadini italiani hanno ammirato la dignità dimostrata al momento dell’arresto (perchè di questo si è trattato al di là delle formule) dai due marò del battaglione San Marco. La vicenda presenta ancora molti lati oscuri e le notizie della stampa italiana, rispetto alla cremazione dei cadaveri immediatamente consentita (o disposta?) dalle autorità locali e alla resistenza opposta ai periti balistici dei Ros, in aperta violazione delle regole del contraddittorio sotto qualsiasi latitudine, non consentono previsioni di soluzione immediata sul piano giudiziario.

La politica dispone di altre risorse e di altri metodi, ma la doglianza espressa dal ministro degli esteri dopo la sua visita lampo in India non sembra consentire soluzioni immediate nemmeno sul piano politico. Il NuovoMille pubblica le notizie normalmente ignorate dalla stampa e commenta le opinioni normalmente pubblicate dalla stampa. La circostanza si presta ad un rilievo giuridico sfuggito ai professori intervistati dalla stampa nell’immediatezza dell’evento. E’ acquisito che le norme del diritto internazionale attribuiscano la giurisdizione sulla vicenda all’autorità giudiziaria italiana: militare o civile sarà stabilito in relazione alla qualificazione giuridica della vicenda consentita dalle circostanze di fatto.

Non è stata invece in alcun modo rilevata dalla stampa la presumibile violazione della catena di comando quale riflesso della discrasia tra poteri interni dello stato. Il ministero degli esteri ha diffuso la notizia di avere espresso parere negativo all’ingresso della nave nel porto indiano e quindi, a maggior ragione, all’arresto dei marò. Per quanto se ne sappia, il ministero della difesa non ha diramato comunicati in merito. La proprietà armatrice non ha sostenuto, sempre per quanto se ne sappia, la propria potestà di comando in una circostanza assimilabile a fatto di guerra in cui la nave si è trovata coinvolta.

Non è consentito ritenere che non sia previsto, sulla scorta delle norme di diritto internazionale e di diritto interno, un protocollo formale per circostanze del genere, che evidentemente non è stato rispettato, per mancanze di diritto interno o per interferenza di soggetti estranei alla catena di comando. Nel frattempo i due valorosi marò si trovano agli arresti in India e il mondo maliziosamente osserva l’Italia. Andrà tutto bene e presto, ma in Italia qualche testa dovrà saltare. Che diamine!

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