Breve #18 – Se le banche non fanno il loro mestiere

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Carlo Carboni, editorialista del Sole 24 Ore, nell’articolo “Se la banca finanzia se stessa” del 18 febbraio 2012, ha trattato un profilo di grande interesse del tema più generale del credit crunch avvertito da imprese e consumatori e sollevato, in perfetta coincidenza, anche dal governatore della banca centrale.

Le banche provvedevano in passato a sostenere l’attività di impresa, talvolta male per la verità, e le conseguenze delle incapacità di sistema si sono riflesse negativamente sulle esigenze di approvvigionamento finanziario delle imprese meritevoli, impegnate nello sviluppo. Allo stato, le banche, sostenute dalla Bce, invece di destinare le risorse allo sviluppo, finanziando le imprese, acquistano titoli di stato lucrando sul differenziale di interessi, senza alcun rischio di impresa.

A prescindere da ogni considerazione giuridica sulla eventuale illiceità di operazioni strutturali del genere, soggette alla vigilanza della banca centrale, le attività di impresa, a cui le risorse sono naturalmente destinate, languono e chiudono. La ricchezza nazionale è influenzata dal comportamento inadeguato del sistema del credito. Nessuno chiede alla banche di dirigere l’economia del paese, ma di fare il loro mestiere, sì.

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