CAPORALATO. BLITZ NEL RAGUSANO, ARRESTATI 4 IMPRENDITORI AGRICOLI


(DIRE) Palermo, 24 ott. – Braccianti agricoli sottopagati e costretti a lavorare in nero, senza protezioni ne’ visite mediche o formazione per l’utilizzo di anticrittogamici. Questo il quadro scoperto dalla squadra mobile di Ragusa che nel corso di una serie di controlli anti caporalato ha arrestato quattro imprenditori di Vittoria, denunciandone altri quattro.

Gli investigatori parlano di una situazione di “illegalita’ diffusa” nelle sette aziende controllate, “nessuna delle quali rispettava le norme vigenti”. Alle indagini hanno collaborato gli stessi lavoratori con dichiarazioni agli agenti della Mobile iblea che hanno accertato anche l’impiego di minorenni che irrigavano i campi con fertilizzanti senza alcuna protezione. I braccianti sottoposti a controllo sono stati complessivamente 66, tra cui 21 donne: 32 romeni, 14 tunisini, otto italiani, sei gambiani, quattro senegalesi e due algerini.

Nel corso dei controlli gli agenti hanno scoperto che solo due aziende possedevano una cassetta di primo soccorso, mentre nessun servizio igienico era previsto per i lavoratori. Per chi non aveva alcuna possibilita’ di vivere in una casa all’esterno dell’azienda, gli immobili forniti dai datori di lavoro e utilizzati come abitazioni erano del tutto abusivi e privi di qualsiasi certificato di abitabilita’: i lavoratori vivevano “in condizioni di salubrita’ incompatibili con la vita umana”.

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