18 ANNI DALL’11 SETTEMBRE: LA SCIA DI VITTIME NON SI FERMA.

NEW YORK, NY- The second hijacked plane is seen moments before striking the second tower of the World Trade Center on September 11, 2001.  (photo credit:  Masatomo Kuriya/Corbis)

Anche quest’anno gli Stati Uniti ed il mondo intero si stringono intorno a New York, nel ricordo di quel fatidico 11 settembre del 2001 e dei tremila morti che, quella mattina di 18 anni fa, hanno perso la vita nell’attentato terroristico più sanguinoso mai avvenuto in America.

Erano le 8:46 quando il primo aereo, partito da Boston e diretto a Los Angeles, dirottato dai terroristi di Al Qaeda, si schianta contro la Torre Nord del World Trade Center. Nel giro di pochi minuti un secondo aereo e poi un terzo colpiscono la Torre Sud ed il Pentagono. Ed infine, un quarto aereo, che alle 10:03 si schianta a Shanksville in Pennsylvania, mentre i passeggeri cercavano di riprenderne il controllo. 2106 persone perdono la vita a Ground Zero quella mattina, 125 al Pentagono e 40 a Shanksville. A questi, si aggiungono i 206 passeggeri dei voli American Airlines Flight 77, United Airlines Flight 175 e American Airlines Flight 11.

Ma a 18 anni non si arresta la scia di morti, in particolare tra gli agenti di polizia ed i vigili del fuoco deceduti per malattie legate a quell’11 settembre: 213 vigili del fuoco (che si aggiungono ai 343 deceduti quel giorno) e 241 poliziotti, un numero più di dieci volte superiore ai 23 agenti che persero la vita durante l’attacco.

Una recente ricerca effettuata dall’Albert Einstein College of Medicine ha rilevato, infatti, che i primi ad essere arrivati presso le Torri Gemelle 18 anni fa hanno il 44% di probabilità in più di sviluppare malattia cardiovascolari rispetto a coloro che sono giunti più tardi sul posto. Mentre chi vi ha lavorato per i mesi successi sul posto ha avuto il 30% in più di rischio di un attacco di cuore o ictus.

E’ per questi motivi che quest’anno, durante la tradizionale cerimonia commemorativa che si svolgerà a New York, il ricordo andrà in particolar modo per loro: i soccorritori, gli agenti di polizia, i vigili del fuoco, e tutti i cittadini comuni che per effetto delle sostanze tossiche a cui si sono esposti, hanno perso la vita. Sei monoliti per ricordarli, sui quali una scritta recita: “A coloro le cui azioni nei tempi di bisogno portarono malattie, ferite e morti”.

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