Referendum: gli effetti del “SI” sulla politica industriale

Ct8KSmrWAAAGWWD

Confronto politico di grande interesse tra Carlo Calenda, ministro per lo sviluppo economico, e Antonio Tajani, commissario europeo, ospiti di Porta a Porta, in tema di referendum costituzionale e di politica industriale in Italia e in Europa. Calenda, illustrando le ragioni del Sì, ha portato due esempi lampanti di utilità concreta, immediata, della riforma: l’uno in materia di attività legislativa (un provvedimento di legge sulla competitività con effetti sul Pil, bloccato al Senato, andrà in vigore con due anni di ritardo rispetto alla previsione dei tempi richiesti dal Parlamento riformato); l’altro in materia di rapporti Stato-Regioni (il Gasdotto Trans-Adriatico, noto come Tap, è bloccato da Emiliano, governatore pugliese, preoccupato dell’espianto e reimpianto di 230 ulivi nella zona di approdo della conduzione).

Altro che sindrome Nimby (not in my back yard)! Questo è un danno nazionale dovuto al maledetto Titolo V che ha attribuito alle regioni capacità di spesa e di veto e che la riforma modificherà a beneficio di tutti gli italiani. Ovviamente chi è seduto sul potere, osteggia la riforma e, in mancanza di argomenti puntuali, come si è visto nel dibattito tra Renzi e Zagrebelsky, agita pretestuosamente la svolta autoritaria di una revisione della Carta, che, in realtà, non tocca i poteri né del Presidente del Consiglio, né del Presidente della Repubblica.

L’impegnativo rilancio di una politica industriale in Italia e l’inesistenza della politica industriale in Europa (e se ne vedono le conseguenze!) hanno impegnato i due politici nella seconda parte della trasmissione, concordi nella esigenza immediata di un impulso italiano alle attività della Commissione Europea. Gli spunti offerti al pubblico nel corso del confronto sono stati di notevole interesse e Calenda ha dato l’impressione di essere la persona giusta nel posto e nel momento giusti, più di quanto riferisca di solito la stampa, che critica il governo per criticare Renzi. L’attività di Calenda meriterebbe di essere divulgata senza mediazioni interpretative e, se necessario, incoraggiata.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*