Palle incatenate contro Renzi

Italian Prime Minister Matteo Renzi speaks condemning the attacks in Belgium, during a news conference at Palazzo Chigi in Rome, Italy, March 22, 2016.  REUTERS/Stefano Rellandini

Contro Renzi e il governo palle incatenate. E’ il nuovo sport nazionale. Perché? E’ autoritario, spiegano gli esperti della Costituzione più bella del mondo, nostalgici della contrattazione tra DC e Pci, che nulla hanno riformato, se non, nel 2001, il Titolo V che ha prodotto la spesa sanitaria impazzita – diciamo così – di tante regioni italiane (e si disinteressano platealmente delle sorti del risparmio, che pure è un valore costituzionale). A cui si aggiungono gli opinion leader di quasi tutti i giornali nazionali (che vendono sempre meno, sarà un caso), Travaglio Ralph Malph in testa. Ma anche Padellaro, in questo, non si fa guardare dietro. In un dibattito si è quasi confuso tra Berlusconi e Renzi e Vespa, impietoso, glielo ha fatto notare. Ovviamente il consenso per Renzi nel Paese è calato. Drasticamente.

I media hanno il loro peso. Renzi è il primo Presidente del Consiglio, da decenni, che vuole imprimere il cambiamento necessario per fare uscire il Paese dal guado. Prima di lui ha blandamente tentato Berlusconi, che ha mollato appena ha visto la mala parata. Mi riferisco al 1994, non al 2011. E che nel corso del mandato 2001/2006 ha adottato con l’opposizione, sottraendosi alla promessa della rivoluzione liberale, un modus vivendi che ha nuociuto più di un conflitto, anche nel governo della città di Roma.

La tragedia del Paese è l’immobilismo, che si concretizza nella verticalizzazione dei poteri impropri che vogliono lo status quo. Quindi Renzi che vuole cambiare, dà fastidio. Non vengono criticate con proposte alternative le iniziative di governo. Vengono bersagliati il premier e il ministro di turno, Boschi in primis.  Anche se manca l’alternativa di governo, come è evidente. Perché l’opposizione a destra è scompaginata e il M5S deve fare ancora pratica. Ma non a spese del Paese!

Questo, però, non sembra preoccupare nessuno degli antagonisti di Renzi. Che, rivolgendosi alla minoranza riottosa del Pd e alla debole opposizione, dice: incalzatemi sulle cose da fare, concorrete con me nella tornata elettorale, vincete le elezioni se siete più bravi, ma non ammazzate l’Italia. Ma i nuovi boiardi, meno visibili di prima, ma non meno potenti, spalleggiandosi l’un l’altro, guardano soltanto agli affari loro e preferiscono ammazzare l’Italia.

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