Il nuovoMille.it per l’Italia e gli italiani


“Se guardiamo il fascismo alle sue origini, esso ha preteso saltare una generazione politica, quella della territoriale, per portare al fuoco del governo il più ingenuo e inesperto combattentismo. Ma una generazione non si salta impunemente: alla politica non si giunge giovanetti, pieni di generiche buone intenzioni; occorre tutta una serie di esperienze intermedie, concrete, occorre tutto un processo di selezione per intonare politicamente quelle esperienze: insomma, il lavoro di una generazione. La prima ondata dei trinceristi è stata presto sopraffatta da un compito di governo a cui non era preparata. Ad aiutarla è poi sopraggiunta la seconda ondata, più silenziosa (perciò molti non se ne sono accorti e ne discutono come di cosa ancora da venire): quella dei vecchi politicanti affaristi, adattabili a tutti gli usi, i quali hanno iniziato ai misteri del governo gli inesperti predecessori. Dal miscuglio è nato qualcosa di stranamente ibrido: un giolittismo sanguinario che è la caricatura sinistra dell’autentico giolittismo; un affarismo eroico; un politicantismo romantico. E non è mancata all’intruglio una dosatura professorale, abbondante e insipida. In ragion diretta della loro ignoranza, i fascisti puri, quelli della prima ora, hanno avuto un superstizioso rispetto del <professore> e hanno creduto di s’ennoblir chiamandolo nei loro consessi. Essi ignoravano – se ne può far loro un torto? – che il professore italiano non è generalmente che un puro professore e che in Italia è secolare l’ottusità della cultura per ogni interesse diverso da quello libresco. Quindi i fascisti s’illudevano di avere, nei professori, grandi riserve spirituali, e non avevano invece che le più autentiche comparse”, firmato Guido De Ruggiero, stimato professore di Storia della Filosofia, firmatario nel 1925 del Manifesto degli intellettuali antifascisti scritto da Benedetto Croce, ora felicemente riedito da Nino Aragno Editore, con pregiati commenti, accanto al Manifesto degli intellettuali fascisti scritto da Giovanni Gentile.

La Politica non si improvvisa.

Bisogna essere educati e sperimentati sul campo per ambire a superiori destini. Pena la tragedia dello Stato. Come è avvenuto in Italia. Perché i politici che si sono forgiati nella lotta di opposizione al fascismo e hanno costituito le chiese della Democrazia Italiana e del Partito Comunista Italiano, avendo rapidamente escluso dalla responsabilità di governo le voci dissenzienti (Partito di Azione in primis) in favore del compromesso, in seguito ufficialmente chiamato “contrattazione”, hanno cessato ben presto di fare politica, di governo e di opposizione, per costruire il proprio sistema di potere partitico, correntizio e personale. Di lì il niente della Politica italiana e il declino del Paese. I nefasti della seconda Repubblica, a cui hanno concorso i nuovi affaristi e altri insignificanti professori, hanno prodotto un livello insopportabile di corruzione e di incompetenza accumulata, esponendo il Paese allo sberleffo e portandolo ai margini dello sfacelo.

Quasi 20 milioni di poveri, cioè di persone che non ce la fanno a vivere, nel Paese che si vanta tuttora di essere la seconda economia industriale in Europa, danno la misura della inconsistenza della Politica e della disapplicazione della Costituzione, che prevede diritti, a cui corrispondono doveri (politici, istituzionali, economici, giuridici, civili e sociali) a carico delle (persone delle) Istituzioni di ogni settore, che non vengono soddisfatti.

E’ evidente che un giornale, il nuovoMille.it, privo delle risorse che vengono generosamente offerte da finanzieri e industriali ai giornali concorrenti (chissà perché!), ma incoraggiato e apprezzato dai lettori, non possa fare, in poco tempo, molto di più di quanto stia facendo. Ma ce la mette tutta e nella sua nuova, prossima veste redazionale, diretto da un giovane professionista impegnato nel lavoro ed esperto di Politica, si impegnerà anche di più, per l’Italia e gli italiani.
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