Mediaset Vivendi, la causa è iniziata

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Nemmeno un mese dopo la denuncia del contratto da parte di Vivendi, malgrado le dichiarazioni di volontà conciliativa espresse da entrambe le parti, Mediaset ha iniziato la causa e Fininvest l’ha seguita nei giorni successivi.

Gli atti di citazione non sono stati messi a disposizione della stampa, così come non è stato pubblicato il contratto controverso, quindi ogni considerazione sulla materia del contendere, che riguarda certamente le parti, ma anche il flottante miliardario della Borsa, e coinvolge un notevole interesse pubblico per dimensioni e settore di appartenenza di Mediaset, al momento non può che essere frutto di ragionamenti sugli spunti offerti dai comunicati e dalle dichiarazioni dei protagonisti.

Essendo stato iniziato un giudizio ordinario in Italia, con specifico riferimento a previsioni di legge italiana, il contratto è soggetto alla giurisdizione nazionale, è regolato dalla legge italiana ed è privo della clausola compromissoria (abituale in questo tipo di contratto) in virtù della quale il contenzioso è deferito alla decisione di un collegio arbitrale.

L’oggetto della domanda giudiziale è l’esecuzione dell’obbligo contrattuale, a cui Vivendi – secondo Mediaset – si è sottratta ingiustificatamente. La domanda dei danni, su cui la stampa si è intrattenuta a lungo, ignorando altri profili di interesse informativo, è, o dovrebbe essere, alternativa all’esecuzione giudiziale, che, eventualmente disposta dal Tribunale, realizza (forzatamente e non prontamente) l’originario disegno contrattuale, con ciò non consentendo il risarcimento, se non per i danni subiti medio tempore.

Marina Berlusconi nelle sue interviste alla stampa ha trattato vari temi, due dei quali sono speculari: l’attribuito tentativo di scalata di Vivendi e la strategia di contrasto di Fininvest, che sarà avvantaggiata nella resistenza a Vivendi dalla vendita del Milan (ma i soldi ancora non sono arrivati). Sul piano meramente astratto la strategia di Mediaset e di Fininvest potrebbe non essere coincidente. Non è emerso finora alcun elemento che possa suffragare tale prospettiva, che potrebbe tuttavia essere smentita dalle due società con offerta di concreti elementi di valutazione.

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Il flottante di Mediaset sarebbe così confortato da Marina Berlusconi, unica della famiglia che finora non si è sottratta alle interviste, che il disegno strategico di Fininvest e quindi della famiglia Berlusconi (che nel suo interno non è sempre apparsa monolitica e di cui in effetti si ignorano i rapporti di forza, oltre che le scelte di Silvio Berlusconi in ordine alla complessa successione aziendale) non confligge con il posizionamento e le prospettive di Mediaset. Tanto più che Vivendi è una società di origine francese molto ben collocata, per demerito della politica industriale italiana, nel tessuto industriale e bancario italiano e non appare sprovvista di mentori prestigiosi. Il confronto è appena iniziato, non sembra che sia destinato ad una pronta conclusione e potrebbe riservare notevoli sorprese.

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