La linea del NuovoMille.it


Un lettore ci ha chiesto precisazioni sulla linea politica del giornale. Rispondiamo volentieri e invitiamo tutti i lettori a interrogarci anche più frequentemente.

La linea politica del NuovoMille.it è istituzionale, non necessariamente governativa. Crediamo nelle istituzioni della Repubblica e riteniamo che esse debbano funzionare per il perseguimento degli interessi nazionali, in adempimento dei compiti assegnati dalla Costituzione e dalla legge. Sembra semplice, ma non lo è. Perché capita (abbastanza spesso) che le persone delle istituzioni non funzionino e che molte stabiliscano tra loro rapporti di complicità contrari agli interessi nazionali.

Qualche esempio? Le privatizzazioni realizzate da Prodi e D’Alema (e non contrastate da Berlusconi) hanno impoverito il patrimonio dello Stato (il prezzo in molti casi è stato irrisorio), hanno consegnato aziende funzionanti nelle mani di imprenditori privi di scrupoli o incapaci e hanno prodotto danni a carico del risparmio privato, dell’Erario, dell’Inps, del sistema bancario e finanziario, del sistema produttivo e, quindi, del Pil, con ricadute negative sul debito pubblico.

Il crollo del ponte Morandi, che viene dalla privatizzazione di Autostrade a buon mercato, è un simbolo di tutto questo. Ma i giornali più diffusi non ne fanno parola, si rifugiano dietro alla condanna delle fake news, ma scadono nella disinformazione (interessata). In tema di risparmio tradito, noi abbiamo scelto, per l’importanza (in negativo: 10 miliardi sottratti agli azionisti di minoranza) e per l’evidenza emblematica (di disservizio delle istituzioni e della giustizia), il caso Seat Pagine Gialle, società quotata (privatizzata), sfuggita ad ogni controllo, fino alla nostra denuncia. Sono passati anni e il caso è tuttora irrisolto. In concreto, i risparmiatori non hanno avuto risarcimenti, nemmeno quelli che si sono rivolti alla giustizia, e la Consob continua a ignorare gli illeciti sottoposti alla sua attenzione.

Gli elettori hanno punito Forza Italia e il Pd (a cui non è riuscita l’operazione di trasformismo tentata da Prodi e Veltroni) e hanno premiato due partiti nuovi, non sperimentati, non almeno nella attuale veste: la Lega (guidata da Salvini) e il M5S, i cui esponenti insistono a dire che la Destra e la Sinistra hanno fatto la loro epoca, non rispondendo più agli interessi dei cittadini. Noi siamo convinti che ci sia del vero in questo, non solo per quello che abbiamo appena detto sulle iniquità dei Governi Prodi, D’Alema e Berlusconi. Anche perché riteniamo che, in un grande Paese, le tradizioni possano convivere con il progresso, che non debbano essere viste in termini antitetici.

Lo abbiamo scritto agli albori del giornale, prima che lo dicesse Grillo, che, per la sua popolarità e i mezzi che non gli sono mancati, ha lanciato con Casaleggio il M5S. Perché si dovrebbe abiurare la civiltà millenaria di questa Terra, fin troppo maltrattata, in nome del progresso, che, per noi, è sviluppo sociale e progresso nell’uguaglianza (non nell’egualitarismo), conquistata a scuola e nel lavoro.  Ecco perché abbiamo criticato più volte Don Milani, che, con la sua “Lettera ad una professoressa”, ha contribuito a livellare l’insegnamento verso il basso, non verso l’alto, e i sindacati, che hanno contribuito ad ammazzare il sistema produttivo, in danno dei lavoratori.

Ma questo è anche il Paese del capitalismo di relazione (esaltato da personalità del passato e del presente, ma intriso di corruzione, e nessuno lo dice) e il lavoro, imprenditoriale e professionale, ne risente. Perché i benefattori interessati danno qualcosa, ma chiedono molto di più, e il sistema viene manomesso, in tutti i settori, politici, civili e sociali. In sostanza, quando le persone delle istituzioni non intervengono a tutela dei cittadini e degli interessi nazionali, tradiscono il loro compito e dovrebbero essere prontamente rimosse (e processate, se ricorrono le circostanze).

Prima di concludere questo articolo, più lungo del nostro standard, vogliamo trattare brevemente due temi, molto discussi: il tipo di democrazia più auspicabile, rappresentativa o partecipativa, e la trasparenza nel rapporto tra cittadini e istituzioni.

Rispetto alla democrazia, non pensiamo che il Parlamento sia inutile, anzi vorremmo che funzionasse meglio e che interloquisse veramente con i cittadini. In Italia non è così. In Inghilterra, per parlare di un sistema rappresentativo che conosciamo, i parlamentari sono a disposizione dei cittadini, lavorano nel territorio in cui sono eletti e rappresentano le istanze degli elettori in ogni sede competente, non solo in aula. Lavorano concretamente per i cittadini, guadagnandosi lo stipendio o l’emolumento, che dir si voglia, e realizzando così la democrazia. Come si vede, il modello inglese è equilibrato, si presta ad essere considerato quasi un sistema misto, vista la contiguità, tramite i parlamentari, del Parlamento ai cittadini.

La trasparenza, però, è il vero collante della democrazia. Si realizza tramite l’accesso e l’interlocuzione, effettiva, pronta, efficace. Se questo Governo vorrà affrontare veramente il tema della trasparenza, rispondendo alle legittime istanze dei cittadini, massacrati da decenni di soprusi e disservizi, mettendo in campo le capacità necessarie, potrà durare a lungo.

Il NuovoMille.it sarà il testimone, anche critico all’occorrenza, delle attività di Governo, ma senza pregiudizi a favore o contro, e informerà i lettori, al meglio delle proprie capacità.

 

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