Il fake della democrazia di rete

Foto Vincenza Leonardi - LaPresse13 10 2012 EtnapoliticaBeppe Grillo sull'Etna, comizio a 2000 metriLa Tappa sul Vulcano Etna , Tour di Grillo a sostegno di Giancarlo Cancellieri , Candidato del Movimento 5 Stelle alla Presidenza della Regione SiciliaNella Foto Beppe Grillo

Abbiamo sottoposto il M5S alle verifiche di democrazia e di rispetto dei principi fondamentali della Costituzione (che Grillo dichiara di difendere schierandosi con il No alla riforma) con esito negativo.

La (cosiddetta) democrazia della rete, vanto di Grillo e Casaleggio, demiurgo dei numeri, è un volgarissimo fake. Non solo perché confligge, nel progetto politico, con l’assetto istituzionale dello Stato (dal programma: “il Parlamento non rappresenta più i cittadini”, senza distinguere tra le persone dei parlamentari, non di rado riprovevoli, e le Istituzioni), ma perché è dichiaratamente schierato a favore della disuguaglianza tra cittadini. La decrescita economica dei meno abbienti e le proposte velleitarie, ad esempio, di risparmio energetico (in danno di chi ha freddo e non può attingere a risorse alternative) e di un ambiente avaro (non sviluppato e, in quanto tale, “amico” di chi non può viaggiare), regolarmente smentite nella praticabilità dell’applicazione (casi Parma e Roma), denunciano il disamore di Grillo per i più deboli e la malizia del suo programma di governo.

Non è un caso che Grillo sia schierato con lo statu quo dei simboli della vecchia politica nella tornata referendaria. Altro che contro il sistema della politica malata! Grillo con la sua politica boicotta l’applicazione dei principi fondamentali di libertà, dignità e uguaglianza dei cittadini. Si vede non solo da quello che dice, ma da quello che gli esponenti della sua politica fanno e non fanno. Qualcuno ha mai visto un parlamentare di M5S impegnato nel contrasto delle rapine (illegali) in danno dei risparmiatori? Al momento opportuno l’invocazione dell’onestà, cara ai parlamentari grillini in aula quando sono ripresi dalle telecamere, scompare.

A Roma la sindaca Raggi aveva promesso che il management di Acea sarebbe stato avvicendato, dopo la sua elezione. Caltagirone non aveva gradito, come ha immediatamente testimoniato un preoccupatissimo Messaggero. La Raggi è stata eletta, il turnover di assessori e persone a lei gradite, non è mancato, ma il management di Acea non è mutato. Eppure il Comune è azionista di controllo. Così come, d’altra parte, nulla è successo nelle numerose società partecipate dal Comune (clientelari, inutili e votate in teoria alla liquidazione, a detta di tutti quelli che di volta in volta sono stati investiti del compito di analisi, da Cottarelli in su). Il programma del M5S è lungo, articolato, incomprensibile. Provvederemo a renderlo più comprensibile e meno affascinante.

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