Commissione di inchiesta sui collassi del sistema bancario


Commissione di inchiesta sui disastri noti, e speriamo anche su quelli meno noti, del sistema bancario. Da Monte Paschi alle banche venete, che hanno prodotto danni miliardari, spesso a carico di gente che si è fidata ed ha affidato i risparmi di una vita. Lo ha annunciato Renzi, stabilendo già nell’annuncio, patrocinato dal sorriso lieve di Vespa, una vicinanza tra Monte Paschi e D’Alema. Vedremo se la Commissione sarà effettivamente varata, come sarà composta, chi sarà convocato a deporre e quale scadenza si darà per la fine dei lavori, se prima o dopo le elezioni. Però la prospettiva (e per qualcuno la minaccia) della Commissione aleggia ed è probabilmente destinata a diventare di qui a quando sarà varata, o non varata, un fattore della politica e della campagna elettorale sia per la segreteria del Pd, che per il nuovo Parlamento.

Noi non siamo addentro alle segrete cose (che scriveremmo), però abbiamo a disposizione alcuni elementi di giudizio che vogliamo condividere con i nostri lettori. I crediti in sofferenza probabilmente eccedono i 350 miliardi che ogni tanto vengono ammessi e sono un grande affare per chi li acquista. Perché li acquista a poco o a pochissimo e li “valorizza” molto o moltissimo, fino a 10 volte tanto, anche in poco tempo. Non c’è speculazione che regga il confronto. Questo la dice lunga sulla inattività delle banche a procedere direttamente all’incasso e sugli appetiti che la situazione ha scatenato. Se, per caso, qualcuno vuole indagare, c’è materia.

Altro elemento di interesse è la presenza di banche estere, prima e dopo. Almeno su una siamo molto informati. Non abbiamo le prove che il settore sia stato infiltrato da agenti esteri in danno del nostro Paese. Ma abbiamo l’evidenza pubblica, sotto gli occhi di tutti, che l’aggressione è stata massiccia e che la reazione è stata inesistente. Finora. Speriamo soltanto che la Commissione non sia una mossa elettorale.

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