CinItaly, un nuovo modo di relazionarsi per il commercio e la cooperazione


Qualcosa sta cambiando. Ci sarà un nuovo modo di commerciare e cooperare tra Italia e Cina. L’intesa, fortemente voluta, sembra essere arrivata ad un punto di svolta a seguito del recente incontro organizzato dall’associazione Cinitaly, presieduta dall’Ing. Attilio Minafra, con il patrocinio del CNR (Consiglio delle Nazionale Ricerche), nella suggestiva cornice del Museo della Civiltà di Roma, alla presenza di una nutrita delegazione cinese. In testa a quest’ultima c’era Mr. Ji Hongbo, vice president of Shandong Association of Science and Technology, il quale, durante il suo intervento, ha da subito voluto dare il segnale del cambiamento: scienza, tecnologia e knowhow.

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La Cina, e la regione dello Shandong in particolare, sta modificando la propria policy economica-industriale, recependo alcuni significativi elementi che caratterizzano il modello occidentale-italiano. Ed infatti, Mr. Ji Hongbo ha così esordito: “Shandong province has implemented the development philosophy of innovation, coordination, green, open, share, and vigorously promoted the structural reform of supply-side, and fruitful results has been achieved in economic and cultural construction. Shandong economic development keeps sustained and healthy, its industrial structure continues to optimize”.

Il percorso che ha portato all’accordo dopo 2 anni di lavoro ed incontri dopo un meeting Italia-Cina al CNR nell’aprile del 2015 è stato propiziato proprio dalla neo costituita Cinitaly, che ha svolto il ruolo di protagonista nell’intera vicenda, promuovendo l’interazione tra i due Paesi e muovendo dai punti in comune (soprattutto culturali) di entrambi i Paesi. Infatti, nonostante Italia e Cina siano molto diverse, condividono entrambe una civiltà millenaria, i valori della famiglia, del lavoro e dell’amicizia. L’idea alla base del progetto di Cinitaly, ribattezzato “via della seta 4.0”, consiste nell’affermazione di tali valori all’interno del sistema di imprese, dei professionisti e delle istituzioni. Nella vision dell’Ing. Minafra, sarà proprio l’attività di Cinitaly (e l’affidabilità delle aziende ad essa iscritte) a svolgere la funzione di collante che consentirà le opportunità d’incontro tra aziende cinesi e italiane per realizzare reciproci business.

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Ma c’è di più. Cinitaly si candida a divenire il principale centro di formazione culturale per l’internazionalizzazione verso la Cina, offrendo il supporto e i contenuti necessari alle Imprese, affinché queste si possano aggregare tra operatori complementari e, così, generare una vera e propria filiera del business italo-cinese. A tal proposito, le parole di Mr. Ji Hongbo (“Italy can strongly complement Shandong in industrial structure”) hanno dato una notevole sostanza all’incontro, concretizzando l’interesse della Cina per il knowhow italiano in materia di tecnologia, ricerca ed alimentazione.

Su quest’ultimo punto, è stato di estremo interesse l’intervento del Prof. Giampietro Ravagnan, il quale ha parlato di “produzione sostenibile e consumo responsabile a tutela della sicurezza alimentare”. Secondo lo stesso oratore, l’idea di partenza sta nella tracciabilità dei prodotti alimentari, che assuma specifica rilevanza per la maggior tutela del consumatore. Quindi, controlli sulla produzione, qualità dell’acqua per uso agricolo ed energie rinnovabili per pulire le acque contaminate. Ecco l’obiettivo che La Cina intende raggiungere tramite il supporto delle avanzate ricerche italiane e dei brevetti sviluppati per il consumo di alimenti sicuri. Non è un caso, infatti, che l’Italia sia al primo posto nel mondo (ma la notizia è nota a pochi) per la longevità della sua popolazione.

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In conclusione, possiamo ritenere che il lavoro svolto da tutti gli attori sia italiani che cinesi, darà sicurezza fondamentale per gli scambi commerciali tra i due Paesi, rinvigorendo gli animi ed eliminando le incertezze che spesso accompagnano le scelte commerciali dei piccoli e medi imprenditori nell’apertura a nuovi (e lontani) mercati, tenendo conto anche della complessità per il riconoscimento reciproco di normative tecniche e di fondamentali giuridici per i contratti commerciali.

Il NuovoMille.it è stato invitato all’incontro (ndr. unico organo di stampa presente in esclusiva) per informare il pubblico, non solo degli addetti ai lavori, di questa nuova grande opportunità. Da parte nostra, con il consueto spirito d’indipendenza che ci appartiene e contraddistingue la linea editoriale, avendo registrato la serietà e il tangibile interesse della delegazione cinese, continueremo a seguire lo sviluppo di questi rapporti convinti che nella regione del Sol Levante si sta aprendo uno scenario completamente nuovo e che le prospettive per le imprese italiane sono già attuali e concrete.

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