Caso Mps, nuovo fronte per Cantone


Madonna Pellegrina della Legalità. Così gli italiani vedono Raffaele Cantone, Presidente dell’Anac, secondo Vittorio Zincone.

Raffaele-Cantone-Anac

E Cantone conferma che all’Anac giungono una marea di richieste, non meglio definite. Noi abbiamo segnalato all’Anac, con la lettera aperta di dicembre del 2014, il caso Seat Pagine Gialle, che riteniamo emblematico, ma non isolato, del malfunzionamento del mercato finanziario (con buona pace di Draghi, che, con la legge da lui denominata, pensava di avere offerto al sistema un ottimo strumento di controllo) e di disservizi pubblici irrisolti, che si riverberano sui risparmiatori. Con effetti disastrosi a carico della ricchezza nazionale e degli imprenditori e dei professionisti che si conformano alle regole.

Lo abbiamo scritto a Cantone e lo diremo ancora e meglio. Anche perché il suo preciso riferimento alla cittadinanza attiva, che distingue i Paesi civili, ci riguarda direttamente. E insistiamo che, in mancanza di un Ufficio pubblico che si occupi dell’emergenza numero 1, che provoca perdite miliardarie, disuguaglianze crescenti (frutto di illegalità) e sfiducia dei cittadini, le segnalazioni debbano essere indirizzate all’Anac. Che giustamente deve avvalersi del sistema, ma senza abdicare alla propria funzione, in cui, secondo noi, rientra il followup. Cioè, quello che viene effettivamente fatto dall’Autorità, e con quali esiti, a conferma dell’utilità della partecipazione collettiva alla vita pubblica. Altrimenti la cittadinanza attiva non serve a niente e il principio (costituzionale) di sussidiarietà rimane inapplicato.

Quindi, diversamente da Renzi (che non gli ha mai chiesto niente, ha detto Cantone nell’intervista), noi chiediamo all’Anac un costante e, anzi, maggiore impegno su questioni di interesse generale e pubblico. Cioè, su questioni che riguardano migliaia di cittadini (sul lastrico) ed esorbitano dallo spicchio del particulare. E cogliamo lo spunto per proporre all’attenzione sua e dell’Autorità Giudiziaria competente un aspetto che non ci convince del caso Monte Paschi, fin troppo noto. Nell’autunno del 2007 Monte Paschi ha acquistato Banca Antonveneta per un prezzo eccessivo, talmente eccessivo, in base ad alcuni dati in seguito divulgati, da entrare in coma. L’operazione di acquisto è stata variamente definita dal pubblico e dalla stampa, talora con espressioni immaginifiche e colorite.

Sul piano giudiziario, però, non risulta che il famoso contratto sia mai stato impugnato. Né è noto se i vertici della banca più vecchia del mondo abbiano chiesto un parere e con quale esito. Eppure, si direbbe che il contratto presenti profili di invalidità, che ancora adesso potrebbero essere contestati. Con effetti virtuosi. A favore dell’intera collettività nazionale. Ecco, questo è un tema che Cantone dovrebbe affrontare. Noi saremmo con lui. Con tutte le nostre forze.

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