In assenza di alternativa, bisogna concedere una chance al Governo


Il confronto tra e No prosegue nelle piazze, nelle televisioni e nelle famiglie. Perché l’informazione, malgrado il bombardamento mediatico, nel merito della riforma costituzionale è ancora frammentaria, divisiva in base al pregiudizio ideologico. Piegata, dal fronte del No, alle ragioni di appartenenza alla vecchia guardia. A quelli della notte (della Repubblica). Quando il terrorismo ha provocato morte e disordine. Quando il debito pubblico ha finanziato la corruzione e la malavita organizzata. Quando le privatizzazioni ad uso personale hanno inferto il colpo di grazia ad una comunità nazionale già debole.

Con il pretesto della Costituzione più bella del mondo, inapplicata – lo abbiamo già detto –  la vecchia guardia, rappresentata da D’Alema, De Mita, Pomicino, Fini e altri virgulti di una politica tutta da dimenticare, dissemina il dubbio per rinverdire i fasti del loro mondo che fu. Quando comunisti e democristiani, finanziati da banche e parastato, si spartivano allegramente le zone di competenza. Il governo Renzi e la riforma costituzionale sono la panacea di tutti i mali del Paese? Certamente no. I cittadini si devono impegnare in politica di persona, devono imparare a intervenire nelle questioni di interesse nazionale, stimolando il potere e associandosi tra loro. Da cittadini. Consapevoli e incisivi. Rivolgendosi alle Istituzioni per denunciare le disfunzioni e pretendere l’applicazione della legge. Rivolgendosi al Governo per avere risposte alle domande concrete di giustizia sociale e di perseguimento degli interessi nazionali, in tutti i campi. Se i politici non funzionano, bisogna dirlo, pretendere il cambiamento, la rottamazione degli incapaci, non solo dei disonesti.

Non basta urlare “onestà”, bisogna essere capaci di intervenire concretamente nell’amministrazione pubblica, con una visione, sapendo dove deve andare il Paese. Tutti si devono sentire impegnati. Non basta il mugugno. Bisogna mettere il Governo concretamente alla prova. Nel fatti. E se il Governo non risponde o risponde picche, essere in grado di mandarlo a casa con una proposta alternativa. Che ora non c’è. E infatti il Governo chiede di essere messo alla prova.

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