Violante dica come ribellarsi


Non sappiamo come sia stato accolto l’appello accorato di Violante ai suoi ex colleghi magistrati, pubblicato dalla Verità: “I magistrati onesti si ribellino o saranno trascinati a fondo”. 

Speriamo, naturalmente, che sia stato apprezzato e che venga seguito, ma temiamo che i gruppi organizzati scoraggino le iniziative virtuose dei magistrati scrupolosi e onesti. Conosciamo l’ambiente e sappiamo, come ricorda spesso Sabella, che i gruppi si sono strutturati e hanno la meglio, perché sono motivati dal potere e da altre ambizioni ancor meno nobili. E’ emersa, finora, soltanto la punta dell’iceberg.

Se Violante, che non ha mai reciso i legami con la categoria di appartenenza originaria, dice che “non è questione di ideologia, ma di potere: ci sono gruppi nella magistratura che vanno per conto proprio, in cerca di vantaggi personali … sì, c’è una questione morale, anche più grave di quella sollevata da Enrico Berlinguer nei confronti dei partiti”, sa di cosa parla.

Nella denuncia di Violante manca soltanto il “come” possa avvenire la ribellione, posto che gli accertamenti e i provvedimenti sono competenza della stessa magistratura e che, di rado, finora, è stata utilizzata la ramazza, in sede disciplinare e nelle altre sedi della giurisdizione.

 Se Violante volesse completare la sua meritevole denuncia, saremmo ben lieti di pubblicarlo.

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