Verso il voto, senza politica

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I veti incrociati non consentono, almeno allo stato, alleanze tra i partiti, che non accolgono l’invito di Mattarella alla sedimentazione (molto democristiana) del voto. Sanno, in particolare la Lega e il M5S, che il differimento “di servizio” (nuova formula, stessa tecnica) può erodere il consenso che ora riscuotono nel Paese e che domani potrebbe incrinarsi. Tale è il nervosismo dell’elettorato. Avranno, tutti i partiti, non solo il Pd, il problema delle liste, ma è un problema che riguarda principalmente i peones. I segretari devono puntare al consenso e al risultato complessivo, per uscire dal guado in cui sono stati costretti dal Rosatellum. Da qui a luglio, se luglio sarà, non ci sono i tempi tecnici per una rinnovata legge elettorale. E comunque i segretari sanno che una “romanella” della legge potrebbe comportare inaspettate flessioni dei flussi di voto. Pd e Forza Italia, infatti, non sono così contrari al Governo “di servizio”, perché un anno gli consentirebbe il recupero. Inutile dire che i fuoriusciti (dal Pd) di Leu sono fermamente contrari al voto, per “ragioni di democrazia”. In realtà, perché sanno perfettamente di essere destinati alla scomparsa.

Come si prepareranno i partiti al voto? Il Pd serrerà i ranghi. C’è da scommettere che Renzi ha già pronta la lista dei parlamentari che non saranno ricandidati. I due mesi di trattative hanno snidato i frazionisti (accusa gravissima nel Pci di Togliatti). Il M5S è già tornato sul reddito di cittadinanza, che, secondo Di Maio, è stato boicottato – il va sans dire – dagli altri partiti, e sulla lotta alla corruzione (ma negli anni scorsi non abbiamo assistito a grandi iniziative legali del Movimento, malgrado qualcuna la avessimo segnalata anche noi).

Il nodo da sciogliere, per le elezioni e il prossimo Governo, è all’interno del Centrodestra. La Lega ha ottenuto risultati clamorosi, nazionali e regionali (Molise e Friuli), sulla base di un’offerta che, in parte, ha convinto (il controllo della migrazione), ma, in parte, no (la flat tax appare velleitaria) ed è sorvegliata speciale di Berlusconi, che ha sbagliato la previsione di dominio della coalizione e deve riorganizzare le fila, all’interno e all’esterno di Forza Italia. Fratelli di Italia continuerà a svolgere attività di servizio all’interno della coalizione, perché la Meloni ha bisogno di Lega e Forza Italia per esistere e per concorrere, con prospettive di successo, alla corsa di Sindaco a Roma.

In tutto questo, la Politica (non le trame di corridoio) continua ad essere assente. Gli assetti economici e finanziari sono un colabrodo, in cui si infiltrano spie e traditori, la criminalità di tutti i livelli la gioca, più o meno, da padrona, i rapporti esteri, internazionali e comunitari, sono affidati all’improvvisazione. Non è più il tempo di dilettanti allo sbaraglio, ma non sembra che le prospettive siano rosee. Non siamo contenti per gli italiani.

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