Valerio Zanone, liberale


Liberale, questo vuole Valerio Zanone che sia scritto sulla sua lapide. Ma gli italiani, che hanno seguito per tanti anni la sua attività, sanno che è stato liberale, valorosamente impegnato in politica, come segretario del partito liberale, come parlamentare e come ministro, e nella cultura politica, come presidente della fondazione Einaudi. Sempre aperto al dibattito e al confronto delle idee, consapevole del proprio valore, eppure umile, come spesso sono le personalità eccellenti.

Nel corso dell’incontro “Cultura e Potere: una difficile convivenza”, organizzato dal Nuovo Mille con la partecipazione sua, di Gianna Gigliotti, professoressa di filosofia, esperta di Kant, e di Mario Pacelli, storico e fine politologo, Zanone non lesinò le lodi (del tutto meritate) ai relatori “concorrenti” e propose di rinnovare a breve il felice esperimento, come poi avvenne. Fiducioso nel contributo dei giovani in politica, Zanone accolse volentieri la proposta di sperimentare il laboratorio di politica economica nei locali della fondazione, che mise a disposizione dei numerosi incontri proposti e organizzati dal Nuovo Mille su temi di attualità negli anni della sua felicissima presidenza.

Ai giovani diceva che bisogna sperimentare per conoscere (e conoscere per deliberare, secondo l’aforisma di Einaudi) e che si può stare a tavola anche con il diavolo, ma con un forchettone molto lungo. Ironico e autoironico, non ha perso il gusto della battuta fin quasi alla fine. Poi la sofferenza ha prevalso. La sua scelta lapidaria ricorda la semplicità di un altro grande liberale repubblicano, Paolo Ungari, che ha voluto essere ricordato soltanto come maestro massone. Malgrado la perentorietà del suo desiderio, Valerio Zanone sarà ricordato come uomo colto, politico fine ed educatore, perché questo è il compito che ha svolto, con scrupolo e impegno, alla presidenza della fondazione Einaudi. Valerio mancherai ai liberali di Italia e di Europa e a tutti quelli che hanno avuto il privilegio di conoscerti. Le condoglianze del Nuovo Mille alla famiglia, con la speranza che sia consolata dai tanti affetti e dagli unanimi riconoscimenti.

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