E’ ufficiale. C’è pure la mafia nigeriana


La polemica tra Salvini e Spataro, Procuratore Capo di Torino, sul tweet di troppo del Ministro che avrebbe rischiato di pregiudicare la cattura di mafiosi nigeriani a Torino e dintorni, ha rivelato una realtà inquietante. Esiste una mafia nigeriana in Italia.

Non solo in Campania, denunciata da De Luca con toni drammatici in un incontro del Pd (inerte, rispetto al fenomeno), e non solo nelle Marche, dove all’inizio dell’anno c’è stato l’orribile omicidio di Melania, ma adesso anche in Piemonte, nella regione da cui è partita la scintilla dell’unità di Italia. Mafia, hanno detto sia il Ministro, sia il Procuratore Capo, non “semplice” associazione a delinquere.

In Italia tutti sanno che la mafia è una organizzazione criminale di eccellenza, diffusa oltre i confini del Paese, verticistica, disciplinata, ricchissima, gelosa delle sue prerogative. L’organizzazione mafiosa è stata assunta a modello di altre aggregazioni criminali, ad esempio a Roma, nel processo noto come Mafia Capitale.

Nell’altro processo in corso a Palermo, noto come Trattativa Stato-Mafia, l’organizzazione criminale è addirittura trattata come Anti- Stato, per dire come sia potente e come non esiti a commettere delitti clamorosi per affermare il proprio status.

Ora apprendiamo che i nigeriani sbarcati in Italia, presumibilmente negli ultimi 10 anni, e quindi in tempo brevissimo, hanno costituito tra loro una organizzazione diramata e capace – si può immaginare – di trattare con le forme di malavita affermate nel territorio dello Stato.

La prostituzione delle povere ragazze nere, attratte in Italia con la chimera di una vita meno sofferta, è affare di questa organizzazione, dedita anche allo spaccio di droga e chissà a quali altre attività di vario cabotaggio. Che non conosciamo e vorremmo non conoscere, mai. Vorremmo, invece, che il Governo e la Magistratura si impegnassero a fondo nel contrasto di questa nuova mafia e comunicassero in un prossimo tweet che l’organizzazione è stata sgominata. Così, tanto per cambiare.

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