Tsipras 1 – Merkel 0, palla al centro!

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Davide e Golia. L’immagine del confronto tra il giovane pastore quasi inerme e il gigante guerriero, armato e corazzato nella splendida interpretazione di Caravaggio, illustra con efficacia plastica la trattativa serrata condotta dal premier greco Tsipras con la rigorosa cancelleria tedesca Merkel, entrambi sostenuti dai rispettivi ministri delle finanze, ma è riduttiva rispetto alle prospettive degli esiti dell’accordo o del mancato accordo.

Anche se la stampa italiana e internazionale ha finora evidenziato soprattutto il profilo finanziario del debito greco e gli effetti della mancata restituzione della rata scaduta a fine giugno. Il profilo politico, che deve essere stato trattato nei colloqui ristretti più di quanto i portavoce abbiano riferito, è altrettanto importante, come non avranno mancato di notare i due abili negoziatori greci. Non c’è dubbio che la prima battaglia è stata vinta da loro, che non hanno accettato il diktat europeo e hanno giocato con capacità consumata, malgrado siano entrambi new entries, la carta della politica. Come è naturale che sia, quando la negoziazione non riguarda due imprese, ma due paesi, impegnati in una area calda in pieno sconvolgimento degli assetti geopolitici tradizionali.

Non è un caso che siano intervenuti, apparentemente animati da spirito di pacificazione degli animi, Obama e il premier cinese, e che Putin sorvegli con interesse non dichiarato, ma molto pronunciato, l’evoluzione della situazione. Anche Renzi ha commentato varie volte la trattativa, senza schierarsi, se non per la stabilità della moneta e dell’unione (astrattamente condivisa da entrambe le parti). L’evoluzione del rapporto o del conflitto non appare di immediata previsione, perché nessuna delle due parti vuole avere la responsabilità della rottura e del cosiddetto Grexit, che tra l’altro potrebbe preludere ad altre alzate di scudi da parte di altri paesi.

E’ richiesto un nuovo impegno delle parti, i burocrati dell’unione europea devono andare a scuola di geopolitica (come sta dicendo da qualche tempo perfino Prodi che è da sempre un fan dell’Europa), le condizioni di accordo devono essere riviste. L’esito del referendum greco ha consolidato la posizione del duo Tsipras- Varoufakis ed esposto la Germania alle critiche sia di numerosi altri Stati europei, sia degli Stati Uniti, che non hanno interesse nella immediata disgregazione dell’unione europea. Il portavoce del governo tedesco ha immediatamente commentato con toni forti l’esito del voto referendario, senza rendersi conto che il mondo sta cominciando un’altra volta a non gradire l’arroganza di una cancelleria, le cui capacità geopolitiche, tra l’altro, sono ancora tutte da dimostrare e che sembra non esprimere più l’anima del popolo.

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