Trattative di Governo, tanti problemi da risolvere

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Salvini e Di Maio hanno chiesto termine a Mattarella, che lo ha concesso. Il programma di Governo, che “cambierà la storia di Italia” (nelle promesse dei due negoziatori), è ancora di là da venire. Nel frattempo Berlusconi è stato riabilitato, ma non briga per una elezione anticipata, dicono i suoi portavoce. Ci sono le elezioni europee l’anno prossimo e, in Europa, Berlusconi ha ruolo e prestigio, più di quanto ne abbia conservato in Italia.

Dove, all’orizzonte, si intravede un altro possibile incidente giudiziario, collegato alla partecipazione di Finivest in Banca Mediolanum.

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Quindi, al momento, Lega e M5S sono affidati a sé stessi, all’osservazione non disinteressata della concorrenza, di vario colore, e a Mattarella, che – a quanto sembra – all’inizio delle trattative auspicava un Governo politico (tra Lega e M5S, l’unico possibile, visti i veti incrociati, gli insulti e i distinguo) e ora auspica una soluzione a breve, anche tecnica, transitoria e modesta. Meglio il basso profilo, se di più non si può pretendere. I partiti, tutti, devono fare i conti con i risultati elettorali, con il contesto nazionale e internazionale, che non appare trainante, e le prospettive personali, che anche Berlusconi proietta nel lungo termine. Rispetto alle esigenze oggettive (economia, conflitti interni ed esterni) e soggettive (permanenza sulla scena politica), noi vediamo grandi difficoltà, dovute a incapacità (lo diciamo senza malizia), che non si rimediano in pochi giorni, senza esperienze significative e fortemente osteggiati, anche da ambienti insospettabili, e a remore personali, di varia lettura.

Naturalmente vorremmo sbagliare, ma il programma di Governo, che è il banco di prova dell’alleanza o del contratto, che dir si voglia, non può essere il libro dei sogni del programma elettorale. I segretari non vogliono uscire di scena (sono tutti giovani, salvo Berlusconi, che però vuole uscire di scena meno degli altri) e Mattarella non vuole essere classificato in fondo alla lista dei Presidenti della Repubblica. Un bel problema, per i protagonisti e per il Paese.

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