Tegola giudiziaria su casa Renzi

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Un fulmine a ciel sereno ha colpito casa Renzi. I genitori sono costretti agli arresti domiciliari per un’ipotesi di reato societario. Nessuno può essere contento in questi casi. L’altro Matteo (Salvini) lo ha subito dichiarato. Renzi (Matteo), pur con la prudenza del caso, si è dichiarato sconcertato.

Aveva appena rilasciato un’ampia intervista a 7, settimanale del Corriere della Sera, affidando al giornalista le sue riflessioni sul Governo, in particolare su Conte, da lui considerato uomo dell’establishment, e sulla sua personale estraneità alla cultura del partito comunista (che non dovrebbe avergli giovato nelle relazioni con il partito e con i vari maggiorenti in lizza per la segreteria).

E’ possibile che la tegola degli arresti domiciliari dei genitori freni la sua ambizione di autonomia, per la comprensibile concentrazione sulle questioni giudiziarie, e che il PdR, il Partito di Renzi, non veda la luce a breve. Che, poi, è diventato il tempo normale della politica, rispetto alle ere geologiche che caratterizzavano le strategie democristiane e comuniste.

In questo, Renzi è un democristiano atipico. Lo è meno, quando si consideri il carattere. I democristiani sembravano agnelli, ma erano lupi, spietati con gli altri e tra di loro. Un noto esponente, andato a riposo con Mani Pulite, era soprannominato “coniglio mannaro”.

Cosa farà Renzi adesso? Se lo chiedono tutti, a maggior ragione se o quando sembra che si avvicini una prospettiva di ricambio. Ma la risposta al quesito è semplice. Travaglio non cessa di ricordarlo. Non ci sono i numeri per una diversa maggioranza. E i due partiti del “contratto” non sembrano intenzionati a separarsi. Sarebbe l’inizio della fine per entrambi. O questa, almeno, è la nostra opinione. E sembra che sia anche l’opinione di Salvini e Di Maio.

Però, Renzi è giovane, e, se limasse qualche spigolo, avrebbe ancora ascolto. Come ha dato a pensare la rinnovata attenzione dei media, fino a questa battuta di arresto.

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