TAV: decidano i Cittadini Padani, che vivono in un ambiente insalubre per le PM.

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Lo scontro tra LEGA -Salvini e M5S – Di Maio sulla questione TAV ha perso il senso delle valutazioni tecniche ed è ormai solo una sfida politica per stabilire a chi appartiene la leadership di questo Governo giallo-verde. Il Presidente del Consiglio, infatti, su questa vicenda ha dimostrato di non volere al momento prendere  posizione.

Salvini con la recente visita a Chiomonte ha preso una posizione netta, introducendo un nuovo fattore nella valutazione dei costi/beneficio dell’opera e cioè la questione ambientale legata all’inquinamento da traffico dei camion sulle direttrici  est-ovest.

Che la pianura Padana sia una “camera a gas”  con un continuo ricorso alle limitazioni di traffico è un fatto acclarato ed è ancora poco percepito  il rischio delle esposizioni ai PM (emissioni di particolato), ormai definito a livello internazionale come  un rischio concreto per patologie croniche e degenerative (tumori); recentemente anche il rischio di disturbi nello sviluppo cognitivo per bambini esposti ai PM è stato annunciato.

Da questo giornale già abbiamo chiesto che la valutazione costi/benefici di questa opera sia fatta anche  in termini di impatto ambientale. Inoltre è evidente che la permanenza di un traffico merci su gomma pone l’Italia a rischio di infrazione di norme comunitarie sul contenimento delle emissioni di particolato da traffico, se non si sposta il traffico merci su ferro, non inquinante, ed oltretutto più efficiente in termini di tempi di percorrenza (GRANDI OPERE E VALUTAZIONE DEI COSTI INDOTTI).  

Certamente i cantieri della TAV sono e saranno per un certo tempo una “operazione chirurgica” in termini ambientali ma se si vuole migliorare, in prospettiva,  la situazione  di rischio sanitario per le popolazioni della pianura padana  non vi è altra soluzione. Anche sul piano dei costi complessivi, che saranno altissimi in termini di spesa sanitaria nelle popolazioni esposte all”inquinamento da PM (e non solo).

Anche la qualità della produzione agricola di questi territori è destinata a perdere oggettivi elementi di qualità nutrizionale a causa della persistenza di questo inquinamento.

La scelta, in un contesto più generale di valutazione per la TAV,  attiene alle Amministrazioni Locali, che hanno già manifestato i loro intendimenti. Perciò il veto di Di Maio è solo un atto politico per lui  necessario per dare peso ai M5S nel Governo. Servendosi anche del sostegno mediatico di Di Battista che, oltretutto, non ha alcun ruolo di rappresentanza elettiva.

L’obiezione di Salvini sui costi derivanti dall’inquinamento del traffico commerciale su gomma non è banale ed è coerente con quello che dicono da tempo le Autorità Sanitarie a livello internazionale e va valutata molto seriamente: la salute dei Cittadini oggi e nel futuro  sarà pesantemente  condizionata in negativo dal traffico su gomma.

Il Ministro Toninelli metta la valutazione sulla TAV  a disposizione dei Cittadini e lasci poi alle Amministrazioni Locali del Nord la responsabilità delle scelte sul proprio futuro;  Piemonte, Liguria, Lombardia, del  Veneto e Friuli-Venezia hanno un PIL adeguato per farsi carico delle spese connesse ad un opera che non può che mitigare le emissioni del traffico su gomma e velocizzare i trasporti; oltretutto i treni vanno con energia elettrica ormai tendente all’uso di fonti rinnovabili idroelettriche con un positivo bilancio complessivo delle emissioni  di CO2: o Di Maio si è dimenticato degli impegni internazionali per contenere le emissioni di CO2?

 

 

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