Tangenti internazionali, materia complessa


Francesco Greco, procuratore capo di Milano, ha dichiarato che le aziende investono più in tangenti (internazionali) che in innovazione, al punto che la Procura è intasata dai procedimenti a carico dei manager corruttori.

In sostanza, per farsi strada nei Paesi, che, un tempo, sarebbero stati chiamati del Terzo Mondo, i manager delle grandi imprese italiane ricorrono alla scorciatoia della tangente, invece che alla competizione sulla base della qualità del prodotto. Con l’esito disastroso – secondo Greco – che i regimi corrotti vengono alimentati in danno della popolazione locale e, alla fin fine, della capacità di sviluppo della stessa azienda italiana.

Non risultano a disposizione i dati della denuncia, anche per ovvie ragioni di segretezza istruttoria. E cioè: quanti procedimenti sono in corso, quanti rinvii a giudizio ci sono stati nei tempi più e meno recenti, quali sono le risorse coinvolte e, soprattutto, se ci sono stati i due confronti necessari per la valutazione di merito industriale, dell’azienda imputata con le aziende concorrenti, nazionali e internazionali. Nel decorso di tempo adeguato per una valutazione complessa.

In mancanza di dati, ricorriamo all’esperienza diffusa della realtà politica e sociale dei Paesi interessati e dei contributi erogati in loro favore, dal dopoguerra in poi, dal Fondo Monetario e dalla Banca Mondiale. Una nota economista afro – americana, di provata competenza in materia, ha parlato di oltre 1.000 miliardi erogati in qualche decennio, di cui non si riscontrano risultati tangibili nei territori. Si può sospettare, magari a torto, che anche in quei casi le risorse effettivamente impiegate a favore delle popolazioni siano state taglieggiate.

Non è naturalmente questa una scusa per fare lo stesso in casa propria, se c’è una legge che sanziona il pagamento extracontabile. Ma – lo diciamo da cittadini italiani interessati allo sviluppo – il legislatore dovrebbe curare che la legge nazionale sia il risultato di una negoziazione internazionale, estesa a tutti i Paesi ad economia sviluppata interessati nei Paesi ad economia in via di sviluppo, tendente ad assicurare parità di condizioni e di competizione alle aziende fornitrici.

Per scongiurare il caso che i manager italiani siano correttamente perseguiti dalla Procura di Milano e i manager americani, francesi, tedeschi, cinesi, russi, ecc., siano esenti da controllo e da vincoli. Anche in tal caso, non ci sono prospettive di sviluppo e di innovazione per le imprese italiane.

 

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