Tangenti internazionali, materia complessa

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse
16-11-2015 Roma
Politica
Camera dei Deputati. Convegno "La grande evasione fiscale" alla Sala della Regina
Nella foto Francesco Greco

Photo Fabio Cimaglia / LaPresse
16-11-2015 Rome (Italy)
Politic
Chamber of Deputies. Conference "The great tax evasion"  
In the pic Francesco Greco

Francesco Greco, procuratore capo di Milano, ha dichiarato che le aziende investono più in tangenti (internazionali) che in innovazione, al punto che la Procura è intasata dai procedimenti a carico dei manager corruttori.

In sostanza, per farsi strada nei Paesi, che, un tempo, sarebbero stati chiamati del Terzo Mondo, i manager delle grandi imprese italiane ricorrono alla scorciatoia della tangente, invece che alla competizione sulla base della qualità del prodotto. Con l’esito disastroso – secondo Greco – che i regimi corrotti vengono alimentati in danno della popolazione locale e, alla fin fine, della capacità di sviluppo della stessa azienda italiana.

Non risultano a disposizione i dati della denuncia, anche per ovvie ragioni di segretezza istruttoria. E cioè: quanti procedimenti sono in corso, quanti rinvii a giudizio ci sono stati nei tempi più e meno recenti, quali sono le risorse coinvolte e, soprattutto, se ci sono stati i due confronti necessari per la valutazione di merito industriale, dell’azienda imputata con le aziende concorrenti, nazionali e internazionali. Nel decorso di tempo adeguato per una valutazione complessa.

In mancanza di dati, ricorriamo all’esperienza diffusa della realtà politica e sociale dei Paesi interessati e dei contributi erogati in loro favore, dal dopoguerra in poi, dal Fondo Monetario e dalla Banca Mondiale. Una nota economista afro – americana, di provata competenza in materia, ha parlato di oltre 1.000 miliardi erogati in qualche decennio, di cui non si riscontrano risultati tangibili nei territori. Si può sospettare, magari a torto, che anche in quei casi le risorse effettivamente impiegate a favore delle popolazioni siano state taglieggiate.

Non è naturalmente questa una scusa per fare lo stesso in casa propria, se c’è una legge che sanziona il pagamento extracontabile. Ma – lo diciamo da cittadini italiani interessati allo sviluppo – il legislatore dovrebbe curare che la legge nazionale sia il risultato di una negoziazione internazionale, estesa a tutti i Paesi ad economia sviluppata interessati nei Paesi ad economia in via di sviluppo, tendente ad assicurare parità di condizioni e di competizione alle aziende fornitrici.

Per scongiurare il caso che i manager italiani siano correttamente perseguiti dalla Procura di Milano e i manager americani, francesi, tedeschi, cinesi, russi, ecc., siano esenti da controllo e da vincoli. Anche in tal caso, non ci sono prospettive di sviluppo e di innovazione per le imprese italiane.

 

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*